AREZZO – Dura presa di posizione della Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Arezzo nei confronti delle recenti dichiarazioni del generale ed europarlamentare Roberto Vannacci sul tema del femminicidio.
Le Democratiche respingono integralmente le affermazioni di Vannacci, definendole offensive nei confronti delle vittime e dannose per il lavoro di prevenzione e sensibilizzazione sulla violenza di genere.
Al centro della critica vi è la definizione del femminicidio come «un’assurdità» e come «un omicidio come tutti gli altri». Una posizione che, secondo le esponenti democratiche, ignora la complessità di un fenomeno strutturale e le sue radici culturali.
«Si tratta di affermazioni fuori dalla realtà dei fatti – sostengono – che non tengono conto di come il femminicidio rappresenti l’esito estremo della violenza di genere, spesso preceduta da maltrattamenti, minacce, persecuzioni, controllo e violenze psicologiche, economiche o fisiche maturate prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e familiari».
Le Donne Democratiche sottolineano come il termine femminicidio non indichi semplicemente l’uccisione di una donna, ma identifichi una specifica forma di violenza legata alla discriminazione e alla disparità di genere. «Quando le donne vengono uccise per mano di un uomo – affermano – accade spesso proprio perché sono donne e vengono considerate più deboli all’interno di una cultura sessista e patriarcale».
Nel documento viene richiamata anche la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, che impegna gli Stati a prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, riconoscendone le cause strutturali e culturali. «Negare la specificità della violenza di genere – spiegano – significa allontanarsi da un percorso di consapevolezza e responsabilità costruito negli anni».
Le Democratiche evidenziano inoltre il peso delle parole quando pronunciate da figure pubbliche. Per questo invitano Vannacci ad approfondire il tema, evitando posizioni che, a loro giudizio, rischiano di minimizzare fenomeni gravi come la violenza maschile contro le donne e il femminicidio.
«Non serve negare le differenze per affermare l’uguaglianza – scrivono –. Al contrario, è proprio riconoscendo le differenze e le violenze che si costruisce una società più giusta e più sicura per tutte e per tutti».
La Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Arezzo ribadisce infine il proprio impegno, insieme alle forze politiche di riferimento, nel sostenere iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza maschile contro le donne, promuovendo l’educazione al rispetto e il rafforzamento delle reti di protezione per le vittime e per i loro figli.
«Il femminicidio non è uno slogan ideologico – concludono – ma una tragedia reale che richiede consapevolezza, responsabilità e impegno da parte delle istituzioni e della politica. La parola femminicidio non ci dice soltanto che una donna è stata uccisa, ma ci aiuta a comprendere anche il perché».

















