Una domenica all’insegna della solidarietà e della partecipazione quella vissuta a Battifolle, dove si è tenuto il pranzo organizzato da Autismo Arezzo. Tra i presenti anche Marcello Comanducci, candidato sindaco del centrodestra per Arezzo, che ha voluto testimoniare vicinanza all’associazione e alle famiglie.
Un momento di condivisione che ha offerto anche l’occasione per fare il punto sulla campagna elettorale ormai entrata nel vivo.
“Una comunità che si stringe attorno ai più fragili”
Comanducci, è bello vedere tutta questa partecipazione…
«Sì, è davvero bello esserci. È importante stare vicino ai tanti ragazzi che purtroppo non sono nati fortunati come noi e soprattutto alle famiglie, che ogni giorno affrontano grandi difficoltà».
“Dobbiamo esserci sempre”
Che riflessione le lascia una giornata come questa?
«Ti dico la verità: mi sento anche un po’ in imbarazzo. Spesso ci avviciniamo a queste realtà in momenti come la campagna elettorale, ma dovremmo essere presenti sempre, indipendentemente da tutto. Questa è una di quelle cose che voglio continuare a fare anche in futuro».
La campagna elettorale entra nel vivo
Manca poco più di un mese al voto del 24-25 maggio: come procede la campagna?
«Procede bene, come me l’aspettavo. Ci sono due anime nella nostra coalizione: quella dei partiti, che lavora per aggregare l’elettorato, e quella civica, con grande entusiasmo, soprattutto da parte dei giovani. Ti dico che mi sto anche divertendo a fare questa campagna elettorale».
Programma: “Azioni concrete, non solo parole”
Grande partecipazione anche alla presentazione del programma. Quali sono i punti chiave?
«Io sono un politico un po’ atipico, vengo dal mondo dell’impresa e ho un approccio diverso. Ho voluto una presentazione meno tradizionale, fatta di esempi concreti e azioni pratiche. I temi sono tanti: sicurezza, crescita della città, ma anche manutenzione e decoro».
“Arezzo deve tornare a essere più curata”
C’è una priorità su cui intervenire subito?
«Credo che serva un riallineamento anche sull’aspetto estetico della città. Dobbiamo lavorare su cose concrete, aiutare chi è in difficoltà, ma anche costruire una città dove si vive meglio ogni giorno».
Uno sguardo tra passato e futuro
Lei è già stato assessore: che città ritrova oggi?
«Da dentro si vedono certe cose, da fuori altre. Nei cinque anni da assessore ho dato il massimo e lo farò anche da sindaco. Da cittadino ho sviluppato uno sguardo più critico, ma è normale».
“Tante cose buone, ma margini di miglioramento”
Come valuta l’evoluzione della città negli ultimi anni?
«A volte si dimentica com’era prima dell’attuale mandato del sindaco Alessandro Ghinelli. Sono state fatte tante cose buone e Arezzo è cresciuta sotto alcuni aspetti. Però ci sono ancora margini di miglioramento, ed è proprio per questo che ho deciso di mettere in pausa la mia attività imprenditoriale: sono convinto di poter dare ancora tanto alla città».
Una giornata di solidarietà che per Comanducci si traduce in un impegno concreto: essere presente sul territorio non solo durante la campagna elettorale, ma come parte integrante di un’idea di città più attenta, inclusiva e vicina ai bisogni delle persone.



















