Castiglion Fiorentino – Torna al centro del dibattito politico locale il tema degli impianti fotovoltaici. A sollevare nuove critiche è Paolo Brandi, capogruppo di Rinascimento Castiglionese, che interviene dopo la notizia di un nuovo impianto in fase di realizzazione.
«Ci risiamo – afferma Brandi –. Dopo l’intervento a Le Piazze, un nuovo parco fotovoltaico da 1000 metri quadrati si prepara a sorgere in un’area di pregio, con vista sul castello di Montecchio».
Nel mirino del capogruppo non è la tecnologia in sé, ma le modalità con cui viene gestita: «Il problema non è il fotovoltaico. Il problema è come e dove lo si sta installando».
Secondo Brandi, sul territorio comunale si starebbe assistendo a una crescita non governata del fenomeno: «A Castiglion Fiorentino sembra essere partita una corsa senza regole: interventi veloci, silenziosi, senza una vera visione complessiva. E mentre tutto accelera, chi dovrebbe governare il processo semplicemente non si vede».
Un’accusa che chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale. «Il sindaco in Consiglio comunale aveva parlato di regole più stringenti – prosegue – ma ad oggi non c’è traccia di atti concreti, nonostante le proposte avanzate dal nostro gruppo».
Da qui la critica, anche in chiave politica: «Altro che emissioni zero: qui siamo a decisioni zero».
Brandi ribadisce comunque la posizione del gruppo: «Sia chiaro: non siamo contro il fotovoltaico. Siamo contro il caos. La transizione ecologica è necessaria, ma deve essere guidata con criteri chiari».
Nel dettaglio, la proposta è quella di privilegiare altre aree: «La priorità dovrebbe essere evidente: capannoni, aree industriali, cave dismesse, infrastrutture già esistenti. Solo dopo si può pensare ai terreni agricoli».
Il timore espresso è quello di un impatto paesaggistico non controllato: «Si sta andando nella direzione opposta, con il rischio concreto di trasformare il paesaggio senza una strategia e senza tutele adeguate. Non vorremmo che, accanto alla Torre del Cassero, il nuovo simbolo del territorio diventassero distese di pannelli».
Infine, l’appello all’amministrazione: «All’assessore all’Ambiente e all’amministrazione chiediamo un cambio di passo immediato: meno giustificazioni e più scelte. La transizione non può essere una somma di interventi casuali. Se manca una guida, non è sviluppo: è confusione».



















