Una cena partecipata, oltre seicento persone presenti e un messaggio politico chiaro: unità e rilancio per tornare a governare la città. Ieri sera all’Arezzo Equestrian Center di San Zeno, l’europarlamentare del Partito Democratico Stefano Bonaccini è intervenuto a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Ceccarelli alla cena elettorale.
Il sostegno a Ceccarelli
Alla domanda sul significato politico della serata e sul valore della candidatura, Bonaccini ha sottolineato il clima positivo che si respira attorno al centrosinistra aretino:
“È da tanti anni che faccio politica e so cosa vuol dire organizzare: mettere a sedere 600 persone non è mai facile e banale e credo sia il segno di un clima davvero positivo, anche perché vorremmo tornare a vincere e a governare qui ad Arezzo. Credo che Vincenzo abbia le caratteristiche giuste, per esperienza, per passione, per competenza, perché questa è una città, una realtà che ha bisogno di essere rilanciata, è andata in declino. Mi pare che l’amministrazione uscente esca con tanto vento a favore e quindi davvero è una grande opportunità”.
Bonaccini ha poi richiamato anche il contesto politico nazionale, invitando a non dare per scontata l’imbattibilità del centrodestra:
“Speriamo anche che quel clima che abbiamo registrato con l’ultimo referendum – che non va preso come voti coincidenti col centrosinistra, sarebbe un errore farlo – abbia però detto che è assolutamente sbagliato immaginare, come qualcuno pensava, che la destra sia imbattibile. Speriamo che da Arezzo arrivi un’altra bella notizia, perché ne avremmo bisogno anche per preparare la sfida alle politiche del prossimo anno”.
Il rapporto con Regione ed Europa
Rispondendo a una domanda sull’efficacia del dialogo tra livello locale, regionale ed europeo, l’europarlamentare ha evidenziato il ruolo della Toscana nel contesto comunitario, citando anche il presidente Eugenio Giani:
“La Toscana è una regione certamente presente, molto presente in Europa. Ho incontrato di recente il presidente Giani: con lui abbiamo lavorato tanto insieme. È una regione molto importante per ciò che rappresenta nel tessuto nazionale ed europeo, per le sue caratteristiche e le sue eccellenze”.
Un quadro nel quale, secondo Bonaccini, Arezzo deve però ritrovare centralità:
“Arezzo è un po’ in un cono d’ombra e ha bisogno di essere rilanciata. Da un lato c’è la crisi dell’oro, che però non può essere immaginata come irreversibile, anche perché le potenzialità di un turismo esperienziale possono essere importanti per un territorio come questo. Ma senza manifatture la Toscana, come la mia Emilia-Romagna, sarebbe molto più povera. Bisogna tenere insieme turismo, manifatture, eccellenze e rilancio: da questo punto di vista Ceccarelli ha un’esperienza che può far bussare meglio anche alle porte di Bruxelles e Strasburgo”.
L’appello all’unità del centrosinistra
Infine, lo sguardo si allarga alla prospettiva nazionale e alla necessità di evitare divisioni nel campo progressista:
“Tre anni fa gli italiani non hanno aperto le porte di Palazzo Chigi a Giorgia Meloni con una maggioranza assoluta: ha preso tanti voti, poco più del 40%. Ma il centrosinistra, diviso in tre, aveva la maggioranza degli italiani e ha consegnato i due terzi del Parlamento alla destra, tutta unita”.
Da qui l’avvertimento politico:
“Se ti consideri alternativo a una destra che si definisce sovranista e che ha dimostrato di non aver risolto i problemi del Paese, ma ti dividi, rischi di diventarne il migliore alleato. Io mi auguro che ci sia la possibilità, se ci sarà un secondo tempo, di ritrovare le ragioni del dialogo per stare insieme. Altrimenti, a parole sei contro la destra, ma poi ne diventi il migliore alleato”.
Una linea chiara, dunque, quella tracciata da Bonaccini: rilancio dei territori, valorizzazione delle competenze locali e, soprattutto, unità politica come condizione imprescindibile per tornare competitivi.



















