La scelta di assumere un agente di polizia locale al posto di un assistente sociale accende lo scontro a Castiglion Fiorentino. Il gruppo consiliare di opposizione Rinascimento Castiglionese contesta le priorità dell’amministrazione e punta sull’astensione dell’assessore Franceschini, letta come un segnale di dissenso all’interno della maggioranza.
Non soltanto una contestazione sulle assunzioni, ma una questione politica che coinvolge gli equilibri della Giunta. Rinascimento Castiglionese porta al centro del dibattito la delibera n. 191 del 27 luglio scorso e, soprattutto, l’astensione dell’assessore Franceschini sulla decisione che, secondo la ricostruzione del gruppo consiliare, ha destinato all’assunzione di un agente di polizia locale le risorse previste per un assistente sociale.
«Dalla delibera emerge nero su bianco una scelta politica precisa: l’assunzione di un agente di polizia locale al posto della figura dell’assistente sociale», sostiene Rinascimento Castiglionese, che accusa l’amministrazione di lasciare irrisolta la carenza di personale nei servizi alla persona.
A dare ulteriore peso alla contestazione è il voto espresso all’interno della Giunta. Per Rinascimento Castiglionese, l’astensione di Franceschini rappresenta un elemento politicamente significativo, che mette in discussione la compattezza della maggioranza su una scelta riguardante il settore sociale.
«L’assessore ha scelto di astenersi, un segnale istituzionale inequivocabile di dissenso rispetto a una linea che finisce per penalizzare anziani, disabili e famiglie in difficoltà», afferma Rinascimento Castiglionese. Una lettura politica avanzata dal gruppo consiliare, che attribuisce dunque all’astensione il valore di una presa di distanza dalle priorità stabilite dall’esecutivo.
Sul piano amministrativo, la contestazione riguarda il numero degli assistenti sociali in servizio. Secondo i dati riportati da Rinascimento Castiglionese, a fronte di circa 12mila residenti il Comune disporrebbe attualmente di una sola unità. Il gruppo richiama lo standard di un assistente sociale ogni 5mila abitanti e sostiene che la scelta contenuta nella delibera mantenga il settore sotto i livelli minimi previsti dalla normativa.
«Con questa delibera, l’amministrazione ha scelto di non sanare un vuoto organico, destinando le risorse disponibili altrove», denuncia il gruppo, che considera il rafforzamento del servizio sociale una priorità per rispondere ai bisogni dei cittadini più fragili.
Rinascimento Castiglionese riferisce inoltre di aver già presentato richieste formali per conoscere il futuro dell’assunzione dell’assistente sociale. A queste, secondo il gruppo, il sindaco avrebbe risposto richiamando la «compatibilità di bilancio», senza fornire ulteriori spiegazioni. L’esame degli atti avrebbe invece fatto emergere, nella ricostruzione dei consiglieri, la decisione di indirizzare le risorse verso un diverso profilo professionale.
La richiesta rivolta all’amministrazione è ora di chiarire tempi e modalità per il potenziamento del settore. «Richiediamo formalmente di spiegare in modo trasparente come si intenda colmare la grave carenza di organico nel settore sociale e rispettare gli standard minimi imposti dalla legge a tutela dei cittadini più fragili», conclude Rinascimento Castiglionese.



















