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Notiziario Aretino

Tritone crestato, Trump e i nostri candidati, vini e nuovi bidoni

19/04/2026 08:42

Continua ad Arezzo la saga di “Animali fantastici e dove trovarli“. Stavolta è toccato al tritone crestato, un simpatico anfibio rinvenuto in città in alcune buche d’acqua del vecchio cantiere nella zona tra Via Rita Levi Montalcini e Via dei Carabinieri. Il tritone probabilmente si è perfettamente adattato in quella zona perchè da anni in quel luogo sono state tritate diverse volte strade, marciapiedi e aiuole, sono stati tritati diversi soldi, e sono stati tritati progetti su progetti. In mezzo a tutti questi tritamenti… compreso quello dei coglioni dei cittadini, il tritone si è trovato pienamente nel suo habitat. Come detto si tratta di un tritone crestato e pare che il nome lo sia per via delle creste nelle strade, ma sarebbe stato un tritone prestato se per finire i lavori avessero chiesto dei prestiti, con la possibilità che diventasse tritone restato se si fosse stabilito lì o se qualcuno, data la situazione ci avesse piantato reste di cipolle. L’ex proprietario dell’Arezzo calcio Piero Mancini, che in zona aveva un cantiere andato in malora, ha detto di non essere lui il proprietario dei tritoni. Infatti in quella zona di suo gli sono rimaste solo tante lupe… ma per ora non sono state rintracciate. I simpatici tritoni comunque sono stati isolati sul posto, e presto si spera verranno trasferiti in ambienti per loro ancora più ideali. Anche il consigliere comunale candidato a Sindaco Menchetti e l’Assessore Lucherini hanno preso a cuore la situazione, in particolare Michele Menchetti che dopo la questione Piscina col Nuovo stadio e ora coi tritoni, come vede un po’ d’acqua ci si butta anche senza trampolino e quindi è il candidato ideale di chi ha l’acqua alla gola! L’operazione segue quella denominata “Bufo bufo” che nonostante le apparenze, non invoca nevicate, ma salvaguarda i rospi nel nostro territorio. Si tratta infatti di un altro anfibio che va salvaguardato e protetto… anche se in città i rospi sono talmente citati che se succedesse come nelle favole, non basterebbero le principesse per baciarli tutti!

È stata la settimana in cui il Presidente USA Trump ha insultato tutti, dal Papa fino alla Premier Meloni. E non potevano mancare anche insulti del tycoon USA anche contro personaggi aretini. Si parte col Sindaco Ghinelli che Trump ha accusato di aver fatto il viottolo a forza di andare negli USA e non ne ha fatto uno per andare in Via Fiorentina. Poi Trump ha insultato tutti i Candidati a Sindaco. Al Ceccarelli Trump ha detto che lui di rosso ha almeno la cravatta, mentre per fare tornare un po’ rosso Ceccarelli bisognerebbe chiedergli cosa ha fatto per Arezzo in tanti anni in Regione. Al Comanducci Trump ha detto che a forza di citare la Città del Natale ci ha fatto un paio di palle gonfie che non c’è posto neanche per metterle nell’albero. Se poi chiama Salvini e Bocchino a Arezzo per la campagna elettorale, due gufi grossi così non li ha visti neanche in Harry Potter (anche se pronunciando Bocchino gli vengono più in mente gli Epstein files). A Donati dice che stavolta, invece di andare con Renzi alla Leopolda, gli propone di andare con lui dalla Svetlana, vedrai che aperture al centro! Infine Trump ha concluso gli insulti dicendo che è disposto a arrivare a la Pace solo se qualcuno gli offre una pizza dal Merda e se qualcuno lo accusa di essere ormai arrivato al Matto è perchè c’ha i parenti a Fontiano.

Successi per i vini aretini al famoso salone internazionale VINITALY a Verona. I prodotti delle nostre zone sono tra i più attrezzati al mondo da sempre, ma ultimamente nuovi tipi di vitigni e distillati hanno fruttato nuove bottiglie di successo. In particolare un vino prodotto con uve della zona di Creti, perchè pensare di fare una Iper Stazione Alta velocità in quei luoghi bisogna che il vino sia parecchio buono ed essere quindi briachi.
Apprezzatissimo anche un vino leggero ma a doppio effetto di gusto, prodotto da vigne della zona di Policiano, Rigutino e Frassineto, a cui le numerose cazzate sulla Stazione dell’Alta Velocità, più che far girar la testa per gli effetti del vino, è un pezzo che fanno anche girare i coglioni. Molti anche i viticoltori locali che hanno anche lanciato nuove tecnologie di produzione. Quasi tutti sono disposti a sperimentare la tecnologia “FRA GUITTONE” dal nome della strada che porta alla Prefettura. Infatti passando da quella salita coi trattori pieni d’uva, la stessa uva arriva alle cantine già pigiata con i lieviti degli acini già sfatti e a contatto. In modo che, tolto dal trattore, il mosto è già pronto per fermentare e se uno fa quella strada due volte, da essere già imbottigliato come vino novello. Tra gli spot che pubblicizzano il vino aretino, apprezzato quello di Rocco Siffredi “Col vino di Arezzo stai ritto anche da briaco”; del Lucertola “Il vino d’Arezzo è bono anche col tacchinoooo!”; del tennista Sinner: “Io vinco da un pezzo perchè bevo il vino d’Arezzo”; e del cantante Pupo e della Vice Sindaco Tanti: “Il vino di Arezzo è buono… anche senza essere alticci”.

Si è acceso un dibattito in città, alla comparsa dei nuovi bidoni per la raccolta differenziata dei rifiuti. In molti hanno pensato che la Del Tongo avesse riaperto lo stabilimento ma non per le cucine, in quanto i bidoni hanno il colore di un canterano, la forma di un baule e lo spazio di un comodino. Insomma degli scrigni giganti da tesori, contenenti però spazzatura. Pigiando un pulsante appare la scritta “APERTURA IN CORSO” e in effetti l’apertura è più semplice rispetto ai precedenti in cui era ed è necessaria una mesata di palestra. Ma lo spazio di entrata dei sacchi è sempre piccolo per ogni tipo di differenziata, come se ognuno di noi avesse i rifiuti della Barbie o di Big Jim. Come detto ogni tipo di rifiuto ha il suo bidone e il suo simbolo. In quello dell’organico c’è un torsolo di mela a ricordare che chi lascia la busta fuori è un torsolo (in questo caso appare anche la scritta TORSOLO dopo aver pigiato il pulsante). In quello del vetro c’è una bottiglia a ricordare che se le lasci fuori sei proprio briaco (appare scritta BRIACO dopo aver pigiato). Nell’indifferenziato il simbolo sono due sacchi marroni, simili a gavettoni di merda, anche se in molti le identificano come impronte di piedi, come se in effetti chi ha pensato questi bidoni e alla scarse bocche d’ingresso, una merda l’avesse aciaccata. Rino Gattuso, ex ct della Nazionale di calcio, ha detto che lui di bidoni ne ha allenati tanti, ma così non li ha mai visti. Mike Tyson, che ha visto questi bidoni in foto, ha detto che un cazzotto in un occhio così non l’ha mai dato in carriera. E pure dall’aldilà il Pirata Barbanera ha fatto sapere che di scrigni ne ha aperti tanti, ma coi buchi così piccoli mai.

Speriamo di prenderci presto l’abitudine e che risolvano il problema dei sacchi lasciati in giro, anche se in apparenza proprio su questo problema, grazie anche alla tanta maleducazione, abbiano fatto un buco (piccolo) nell’acqua..

E per finire il proverbio della settimana: Allo stupor non c’e mai fin e la vita è sempre più dura… tra un pò ti chiedono il PIN anche per buttare la spazzatura!

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