È stata presentata questa mattina la Lancia d’Oro della 149esima edizione della Giostra del Saracino, in programma in notturna il prossimo 20 giugno. Un trofeo dal forte valore simbolico, dedicato al centenario di Unoaerre, una delle aziende che hanno contribuito a costruire la storia economica e produttiva di Arezzo, rendendola famosa nel mondo come capitale dell’oreficeria.
La lancia è stata realizzata dal maestro intagliatore Francesco Conti, mentre l’elsa porta la firma dell’artista Felice Limosani. Un’opera che unisce tradizione giostresca, arte contemporanea e memoria industriale, raccontando un secolo di eccellenza aretina attraverso richiami alla lavorazione dell’oro, alla storia etrusca e ai simboli identitari della città.
Alla sua prima presentazione ufficiale da sindaco, Marcello Comanducci non ha nascosto l’emozione.
«Ero emozionatissimo – ha raccontato – anche perché si tratta di un appuntamento importante come la presentazione della Lancia d’Oro. Mi devo ancora rodare, ma è stato davvero molto bello».
Per il neo primo cittadino la settimana che conduce alla Giostra sarà particolarmente intensa. In attesa della nomina della nuova giunta, infatti, tutte le deleghe restano nelle mani del sindaco.
«È una situazione particolare perché fino alla nomina della squadra di governo tutte le responsabilità fanno capo al sindaco. È una fase transitoria, ma stiamo lavorando per costruire rapidamente una squadra capace di dare risposte alla città».
Domani sera Comanducci farà il suo esordio in costume storico durante la Cerimonia di Estrazione delle Carriere e il Giuramento dei Capitani.
«Ho già fatto le prove del costume, che tra l’altro è molto più pesante di quanto immaginassi. È una cerimonia affascinante, ricca di significati e ritualità. Sarà sicuramente un momento molto emozionante».
Parlando della lancia dedicata a Unoaerre, il sindaco ha sottolineato il forte legame tra l’opera e la storia della città.
«È una lancia bellissima perché racconta la nostra tradizione orafa. Parte dagli Etruschi, che furono straordinari maestri artigiani, e arriva fino a celebrare i cento anni di Unoaerre, un’azienda che ha dato lavoro a generazioni di aretini e che ha contribuito in modo determinante a fare di Arezzo la città dell’oro».
Grande soddisfazione anche per Francesco Conti, autore dell’intaglio della Lancia d’Oro, che aggiunge così un’altra prestigiosa opera al proprio percorso artistico.
«È stata una gratificazione enorme. Dedicare una lancia a una realtà così importante e conosciuta a livello internazionale è motivo di grande orgoglio. Ho lavorato a lungo per trovare una sintesi capace di rappresentare il significato profondo di questo anniversario».
Conti ha spiegato anche il percorso artistico che ha guidato la realizzazione dell’opera.
«I colori dominanti sono l’oro e il blu. Il blu è stato voluto dall’artista Felice Limosani e richiama il cielo, le stelle e la profondità. Da lì ho sviluppato il resto della composizione, inserendo simboli che raccontano la storia dell’oreficeria aretina».
L’opera parte dalla rappresentazione della pepita d’oro e attraversa idealmente le diverse epoche che hanno segnato la lavorazione del metallo prezioso ad Arezzo.
«Ho inserito richiami all’arte etrusca, che può essere considerata il punto di partenza della tradizione orafa locale, e motivi bizantini che richiamano la cultura dei fondi oro e figure come Margarito d’Arezzo. Nella parte superiore compaiono inoltre le stelle e i colori dei quattro quartieri della Giostra».
A rappresentare Unoaerre è intervenuta Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Unoaerre Industries e di UnoAerre Spa, che ha definito la dedica della Lancia d’Oro un riconoscimento particolarmente significativo per l’azienda.
«È un’emozione enorme. Cento anni di storia significano cento anni di sviluppo economico, sociale e culturale della nostra città. Da domani saremo ancora più radicati in questa tradizione e nella storia di Arezzo».
Squarcialupi ha ricordato come il legame tra la famiglia e la Giostra del Saracino sia nato molto prima di questo importante anniversario.
«Io e mio fratello abbiamo vissuto fin da piccoli l’emozione della Giostra. Andavamo in piazza come tanti ragazzi aretini a tifare il nostro quartiere. Per questo essere oggi protagonisti di questa dedica rappresenta qualcosa di davvero speciale».
Un anno particolarmente ricco di soddisfazioni per Unoaerre, che nelle scorse settimane ha celebrato anche l’emissione del francobollo dedicato alle eccellenze del Made in Italy.
«Quest’anno è tutto un susseguirsi di emozioni. Dal francobollo dedicato alle eccellenze italiane fino a questa Lancia d’Oro. Ma forse questa è l’emozione più grande, perché entra nel cuore della nostra città e della sua tradizione più amata».
Da oggi la Lancia d’Oro entra ufficialmente nel conto alla rovescia verso la 149esima edizione della Giostra del Saracino. Un trofeo che celebra insieme la storia della manifestazione e quella di una delle realtà imprenditoriali che hanno contribuito a costruire l’identità moderna di Arezzo.





































