La gioia è incontenibile per Porta Sant’Andrea dopo la conquista della 149ª Giostra del Saracino, la quarantesima Lancia d’Oro della storia biancoverde. Una vittoria arrivata al termine di una gara di altissimo livello, risolta dai due centri perfetti di Tommaso Marmorini e Saverio Montini, capaci di regalare al popolo di via delle Gagliarde una notte destinata a entrare nella memoria.
Tra i più emozionati c’è il rettore Maurizio Carboni, stanco ma raggiante al termine di una serata vissuta con grande intensità.
«Abbiamo vinto con 10 punti e non è una novità per noi – scherza Carboni – ma farlo con una coppia diversa mi rende particolarmente felice. Sono contento per i ragazzi, ma altrettanto per gli allenatori, perché meritavano tutto questo. Era giusto che questi giostratori regalassero loro una Lancia d’Oro».
Il rettore sottolinea il lavoro svolto durante tutto l’anno dal quartiere e dal gruppo tecnico.
«Anche Mauro Piantini, che quest’anno ha iniziato la collaborazione con noi, merita una parte di questo successo. Dopo la Giostra di settembre il quartiere è sempre rimasto unito e ha perseguito un unico obiettivo: allenarsi con grande determinazione, cercando di affinare ogni dettaglio. Oggi è andata bene e abbiamo dimostrato di essere i più forti».
Una Giostra caratterizzata da punteggi altissimi e da una qualità tecnica elevata, come conferma lo stesso Carboni.
«Serviva una prestazione di questo livello per vincere. È stata una Giostra di altissimo spessore e questo dà ancora più valore al nostro successo».
Un pensiero speciale va anche alla dedica della Lancia.
«La famiglia Squarcialupi è parte della nostra comunità e socia del Quartiere e sono particolarmente felice anche per loro».
Parole che si intrecciano con quelle del rettore vicario Saverio Crestini, visibilmente provato dalla tensione ma travolto dall’entusiasmo dei festeggiamenti.
«È un momento di gioia incredibile. È stata una Giostra pazzesca e penso che una vittoria più bella non potesse esserci. Entrambi i nostri giostratori hanno dimostrato di essere all’altezza della storia di Sant’Andrea».
Per Crestini la coppia formata da Marmorini e Montini entra di diritto nella leggenda biancoverde.
«Hanno dimostrato tutta la loro forza. Voglio rendere onore anche agli avversari perché è stata una bellissima Giostra, combattuta fino all’ultimo. Gli esordienti si sono comportati molto bene e Santo Spirito ha disputato una grande prova. Però stavolta Sant’Andrea aveva qualcosa in più e dovevamo portarla a casa».
Non è mancato qualche momento di tensione in Piazza Grande, ma anche questo fa parte della tradizione della manifestazione.
«Con una Giostra così combattuta era normale. Quando ci sono cambi di casacca e situazioni particolari il popolo vive tutto con grande partecipazione emotiva e questo si riflette inevitabilmente anche sulla lizza. Non abbiamo visto nulla che non sia già accaduto in passato».
Adesso, però, è il momento della festa.
Alla domanda su quante ore riusciranno a dormire dopo una notte così, Crestini sorride: «Poche, davvero poche. Per fortuna domani è domenica».
E mentre Piazza Grande si svuota lentamente, il popolo biancoverde si avvia in Duomo per il Te Deum e la benedizione del Vescovo mons. Andrea Migliavacca e di Don Alvaro Bardelli continuando a cantare e celebrare una vittoria che vale la quarantesima Lancia d’Oro della sua storia.


















