Ci sono storie e talenti che il Casentino non sempre ha saputo conoscere e riconoscere; poi ci sono persone che invece quei talenti e quelle memorie le vogliono recuperare per dare ancora voce a chi, profeta in patria, non lo è mai stato.
Questa è la storia di Jacopo Bordoni, muratore poeta casentinese scomparso novanta anni fa anni e dei Quota parte, un collettivo composto da Piero Lanini, Roberto Zuccari, Salvatore Brunofilla e Elisabetta Gangi che, grazie a un progetto di passione, amore, cura e tenacia promosso da Piero Lanini, si sono ritrovati per non far morire la poesia.
Questo gruppo di irriducibili della parola e della memoria, hanno scavato nella enorme eredità poetica di Bordoni, portandola nelle piazze e nelle strade. Questa è l’estate in cui questa eredità potrà essere fruita e apprezzata da tutti. O almeno questo è l’obiettivo che si sono posti i Quota parte organizzando alcune serate che si svolgeranno in Casentino ma anche in provincia di Vercelli, travalicando i confini della valle.
Dal mese di luglio le poesie del Bordoni torneranno a riecheggiare in tanti appuntamenti nei borghi e nelle strade, come musica, come magia, grazie al progetto di Piero Lanini e dei Quota Parte: il 2 luglio saranno a Montalto di Pratovecchio Stia, il 9 a Bibbiena nel Chiostro di San Lorenzo e il 12 luglio ad Alice Castello in provincia di Vercelli. Si alterneranno letture, racconti e musica. Il progetto, sviluppato negli anni, ha portato a due cd musicali, una selezione di poesie e di alcuni contributi audiovisivi che si possono trovare su www.radicimusicrecord Società del Chiasso Buio Piero Lanini.
Jacopo Bordoni, che ha operato tra la fine dell’Ottocento e gli inizia del Novecento, ha scritto quattro raccolte di poesie su tematiche sociali; i suoi versi denunciavano le ingiustizie del potere, cantavano – e cantano ancora oggi- il Casentino, il suo paesaggio e le sue genti.
Bordoni appartenne alla corrente letteraria della poesia sociale proletaria, fu stimato da insigni personaggi come Ada Negri, Paolo Orano, Paolo Boselli, che lo leggevano nelle oltre quaranta testate nazionali in cui scriveva. Nato a Soci nel comune di Bibbiena il 31 agosto del 1860 e vissuto a Poppi, amava definirsi poeta muratore, visto che nella vita faceva proprio questo, ma la sua figura è ancora oggi ricordata come quella di un uomo carismatico, un letterato autodidatta, un simbolo della capacità di volare alto nonostante le sue umili origini. Molto apprezzato in vita, lentamente la sua fama è scemata nel Novecento, sopraffatto dalla poesia “più nobile” dei tanti suoi contemporanei. A gettare nuova luce sulla sua opera è stato il disco Jacopo Bordoni, Muratore, Poeta, Ribelle, edito da Radici Music.
















