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Eventi e Cultura

Festival della Fotografia Italiana, in Casentino la terza edizione dedicata alla spiritualità contemporanea

13/06/2026 07:47

BIBBIENA/POPPI/PRATOVECCHIO STIA – È stata inaugurata ieri pomeriggio a Bibbiena la terza edizione del Festival della Fotografia Italiana, la manifestazione promossa da FIAF Ets – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze, che fino al 6 settembre trasformerà il Casentino in un grande laboratorio diffuso dedicato all’immagine contemporanea.

Alla cerimonia inaugurale, ospitata nel cortile interno del CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore, hanno partecipato, oltre ad autorità e istituzioni tra cui il Prefetto di Arezzo dott. Clemente Di Nuzzo, numerosi appassionati, fotografi, amministratori e operatori culturali, confermando la crescita di un evento che ormai rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento del panorama fotografico nazionale.

Tema dell’edizione 2026 è la spiritualità contemporanea, affrontata attraverso un percorso espositivo che coinvolge Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia e che invita il pubblico a riflettere sulle molteplici forme con cui il sacro continua a manifestarsi nel presente: dal rito alla memoria, dal corpo alla superstizione, fino al rapporto tra uomo, paesaggio e ricerca di senso.

«Oggi inauguriamo la terza edizione del nostro Festival Italiano della Fotografia – ha dichiarato il direttore del CIFA Roberto Rossi –. È una grande emozione vedere così tanta gente in un momento di partenza di qualcosa che abbiamo costruito in un anno di lavoro e che ha preso una forma estremamente bella. Il tema di quest’anno è la spiritualità, un percorso che ci porta a riflettere e a indagare sul nostro rapporto con essa. Invito tutti a visitare le mostre che rimarranno aperte fino al 6 settembre e che accompagneranno il pubblico attraverso quattro centri storici del nostro Casentino».

Uno dei progetti centrali del Festival è la mostra “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”, allestita al CIFA e curata dal direttore artistico Denis Curti. Un percorso che riunisce 21 autori italiani in dieci confronti tematici dedicati al dialogo tra visibile e invisibile, sacro e profano, fede, superstizione, corpo e trascendenza.

«La fotografia, in questa terza edizione del Festival di Bibbiena, si pone in maniera trasversale – ha spiegato Curti –. Non è più soltanto documentazione o memoria, ma svolge una funzione inquieta e ci chiede di rimanere in allerta, di rimanere svegli. Nella sua apparente inutilità, l’arte deve diventare occasione di riflessione. La riflessione può avvenire soltanto quando siamo di fronte a qualcosa che riconosciamo e con cui iniziamo a dialogare. I fotografi e le fotografe che hanno lavorato sul tema della spiritualità hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco fino in fondo».

Il Festival propone quest’anno ben 44 mostre distribuite tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia, confermando la volontà di coinvolgere l’intero territorio casentinese.

«Partiamo oggi, ma per tre mesi saranno aperte ben 44 mostre – ha sottolineato il sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli –. Abbiamo fortemente voluto allargare questo festival a tutto il Casentino perché crediamo sia uno degli eventi di punta della nostra vallata, ma anche della provincia di Arezzo e della Toscana. Bibbiena è la città della fotografia toscana. Quest’anno è arrivato un importante riconoscimento dal Ministero della Cultura, oltre al sostegno della Regione Toscana. Il Festival cresce ogni anno, richiama appassionati da tutta Italia e ha ormai un respiro nazionale. Un ringraziamento va alle istituzioni, al CIFA, alla FIAF e alle centinaia di persone che lavorano per rendere possibile questa manifestazione».

Particolarmente significativo il coinvolgimento di Pratovecchio Stia e Poppi, che ospitano numerose esposizioni e contribuiscono a rafforzare il legame tra fotografia e territorio.

«Questa terza edizione coinvolge i comuni di Pratovecchio Stia, Poppi e Bibbiena, presentando un Casentino unito attorno a una manifestazione importante – ha evidenziato il sindaco di Pratovecchio Stia Luca Santini –. Il tema della spiritualità è molto vicino alla nostra vallata, che custodisce luoghi simbolo come il Santuario della Verna e il Monastero e l’Eremo di Camaldoli. Due modelli di spiritualità che hanno plasmato il territorio e il paesaggio circostante. A pochi chilometri di distanza troviamo due visioni differenti del rapporto tra uomo e natura, che possono essere raccontate e interpretate anche attraverso la fotografia. Il Casentino ha ancora molto da dire nel panorama nazionale dell’arte, della cultura, della storia e dell’economia».

Il weekend inaugurale proseguirà oggi e domani con incontri pubblici, talk con autori e curatori, letture portfolio aperte al pubblico, approfondimenti dedicati all’editoria fotografica e le inaugurazioni delle mostre diffuse tra Poppi e Pratovecchio Stia. Domenica sarà inoltre presentata ufficialmente la mostra “Corpo a Corpo” da Denis Curti insieme agli autori e saranno premiati i vincitori delle call “Percorsi – Dal progetto al libro fotografico” e “Nuovi Sguardi”, oltre alle migliori letture portfolio.

Con oltre quaranta esposizioni e un programma che intreccia ricerca artistica, formazione e confronto culturale, il Festival della Fotografia Italiana conferma così la propria vocazione: fare del Casentino un punto di riferimento nazionale per la fotografia contemporanea.

 

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