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Economia

Imprese del Verde in audizione al Senato per chiedere un pieno riconoscimento delle qualifiche professionali

24/06/2026 16:44

Saimo Iebba (Confartigianato): “Servono regole uniformi e valorizzazione delle competenze”.

Confartigianato Imprese Arezzo accoglie con favore le proposte avanzate nel corso dell’audizione svolta davanti alla 9ª Commissione del Senato, impegnata nell’esame dello schema di decreto legislativo dedicato alla filiera florovivaistica.

In rappresentanza di Confartigianato e CNA è intervenuto Marco Nigro, Vicepresidente di Confartigianato Imprese del Verde, che ha evidenziato il ruolo strategico del comparto e il suo forte legame con il mondo dell’artigianato. A livello nazionale, secondo i dati elaborati dagli Uffici Studi di Confartigianato e CNA, a fine 2025 le imprese operanti nella cura del verde – comprendenti le attività di cura e manutenzione del paesaggio e l’installazione, manutenzione e riparazione di impianti di irrigazione per giardini – sono 26.083, delle quali 19.615 artigiane, pari al 75,2% del totale. Nell’ultimo anno le imprese artigiane del settore sono cresciute del 3%.

Una realtà importante anche sul territorio aretino. Al 31 marzo 2026, infatti, in provincia di Arezzo risultano attive 210 imprese con codice ATECO 81.30, relativo ai servizi di cura e manutenzione del paesaggio, attività comunemente riconducibili agli operatori del verde e ai giardinieri professionisti. Di queste, circa 70 sono associate a Confartigianato Imprese Arezzo.

“Il comparto della manutenzione del verde rappresenta una realtà significativa anche nel territorio aretino – commenta il presidente di Confartigianato Imprese del Verde Arezzo, Saimo Iebba –. In Toscana oltre quattro imprese su cinque del settore appartengono al mondo dell’artigianato, una percentuale superiore alla media nazionale. Si tratta di aziende che svolgono un ruolo fondamentale nella cura del paesaggio, nella valorizzazione del verde urbano e nella tutela dell’ambiente. Per questo è fondamentale garantire regole certe, valorizzare le qualifiche professionali e assicurare adeguata rappresentanza alle imprese che operano quotidianamente in questo settore”.

Tra i temi affrontati durante l’audizione, particolare attenzione è stata dedicata alle figure professionali del comparto florovivaistico. Confartigianato e CNA hanno infatti chiesto che il decreto attuativo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste definisca criteri e procedure uniformi per l’iscrizione delle imprese operanti con codice ATECO 81.30.00 presso le Camere di Commercio e introduca modalità chiare per il riconoscimento e la registrazione della figura del preposto nelle visure camerali.

Una richiesta che punta a rafforzare la certezza giuridica e operativa delle imprese e a valorizzare un percorso professionale già normato. La figura del “manutentore del verde”, infatti, è stata disciplinata dalla Legge 154/2016 e dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2018, che hanno definito requisiti e percorsi formativi necessari per esercitare l’attività. Oggi chi intende avviare un’impresa nel settore deve conseguire una specifica qualifica professionale attraverso corsi riconosciuti, a garanzia della competenza degli operatori e della qualità degli interventi eseguiti.

“Esiste già un quadro normativo che individua con chiarezza i requisiti professionali per svolgere questa attività – prosegue Iebba –. Occorre ora completare questo percorso, assicurando procedure omogenee su tutto il territorio nazionale e valorizzando formalmente le competenze acquisite dagli operatori. È una questione che riguarda non solo le imprese, ma anche la qualità dei servizi offerti a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”.

Le Confederazioni hanno inoltre evidenziato la necessità di garantire una rappresentanza del comparto artigiano della manutenzione del verde all’interno del Tavolo tecnico della filiera florovivaistica, organismo chiamato a svolgere un ruolo strategico anche nella definizione del futuro Piano nazionale del settore florovivaistico.

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