Il distretto orafo aretino figura tra i principali poli produttivi che portano il made in Italy nel mondo. È secondo in Toscana, alle spalle della pelletteria e delle calzature di Firenze.
L’oreficeria di Arezzo si colloca al quinto posto nella classifica dei principali dieci distretti italiani, con un valore delle esportazioni di 4.551 milioni di euro, pari a circa 4,55 miliardi. Un dato che evidenzia il peso del comparto orafo aretino nel commercio internazionale e il suo contributo alla presenza delle produzioni italiane sui mercati esteri.
La graduatoria, tratta dal Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo Research Department su elaborazioni di dati Istat, vede Arezzo preceduta dalla meccanica strumentale di Milano e Monza, dai metalli di Brescia, dalla pelletteria e dalle calzature di Firenze e dalla meccanica strumentale di Bergamo.
Per il territorio aretino, la posizione in classifica sottolinea la dimensione internazionale di una delle sue specializzazioni produttive più rappresentative. Con oltre quattro miliardi e mezzo di euro di export, l’oreficeria si inserisce ai vertici della graduatoria accanto a distretti della meccanica, della metallurgia e della moda.
Arezzo è anche il secondo distretto toscano presente nella classifica, dopo la pelletteria e le calzature di Firenze, che raggiungono 4.798 milioni di euro. Tra i due poli produttivi la differenza è di 247 milioni. Il distretto orafo aretino precede invece la meccatronica di Reggio Emilia, sesta con 4.386 milioni.
Al primo posto si trova la meccanica strumentale di Milano e Monza, con esportazioni per 10.505 milioni di euro. Seguono i metalli di Brescia, a quota 4.862 milioni, e il distretto fiorentino della pelletteria e delle calzature. Quarta è la meccanica strumentale di Bergamo, con 4.778 milioni.
Dopo Arezzo e Reggio Emilia, completano la graduatoria rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane, con 4.011 milioni di euro; le piastrelle di Sassuolo, con 3.777 milioni; l’occhialeria di Belluno, con 3.589 milioni, e la metalmeccanica di Lecco, con 2.946 milioni.
Fonte: Intesa Sanpaolo Research Department, Monitor dei Distretti; elaborazioni su dati Istat.


















