Il rincaro scatta nel quarto trimestre per circa 3 milioni di clienti in Maggior Tutela. Arera indica l’aumento dei costi dell’energia; l’associazione chiede una tariffa con finalità sociale e interventi strutturali.
Dal 1° ottobre aumenta la bolletta elettrica per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela. Secondo l’aggiornamento comunicato da Arera, nel quarto trimestre del 2026 il rincaro per il cliente tipo sarà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. La variazione riguarda esclusivamente i circa tre milioni di utenti vulnerabili che usufruiscono di questo servizio.
Un incremento che suscita la dura reazione di Federconsumatori: «Piove sul bagnato e a farne le spese saranno per l’ennesima volta i più fragili», denuncia l’associazione, sottolineando come i nuovi rincari arrivino in una situazione di stagnazione dei redditi da lavoro e delle pensioni.
Alla base dell’aggiornamento, spiega Arera, c’è l’aumento dei costi di acquisto dell’elettricità. Pesano sia le attese di crescita del prezzo all’ingrosso nel prossimo trimestre, sia i prezzi registrati nel terzo trimestre, risultati superiori alle previsioni formulate a giugno.
«Continua infatti a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche», evidenzia l’Autorità. In particolare, resta determinante il costo del gas naturale, al quale i prezzi all’ingrosso dell’elettricità sono ancora strettamente legati.
In controtendenza si muovono i costi di dispacciamento e del mercato della capacità, in calo del 2,2%. Una riduzione dovuta prevalentemente alle minori criticità che il sistema elettrico presenta nei mesi autunnali rispetto a quelli estivi e invernali. Restano invece invariati gli oneri generali di sistema, così come le componenti per la commercializzazione e per il trasporto e la gestione del contatore.
Dal 1° ottobre il prezzo di riferimento per il cliente tipo vulnerabile sarà di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La componente legata all’approvvigionamento dell’energia rappresenterà il 63,7% della bolletta e aumenterà del 63,4% rispetto al trimestre precedente.
Secondo Arera, la spesa del cliente tipo per l’intero 2026 si attesterà a 665,38 euro, il 9,3% in più rispetto ai 608,72 euro del 2025. È un confronto distinto dall’aumento del 37,3%, che riguarda invece il passaggio dal terzo al quarto trimestre.
Federconsumatori indica nella nota di replica una stima di aggravio su base annua di circa 236 euro, senza specificarne il criterio di calcolo. L’associazione contesta soprattutto l’impatto del rincaro su persone che, per condizioni economiche, personali o di salute, dovrebbero beneficiare di una protezione particolare.
«Non è tollerabile che la determinazione del costo energia per i fragili sia legata al PUN e quindi soggetta alle fluttuazioni speculative che ci stanno colpendo. Occorre una tariffa amministrata con una chiara finalità sociale», sostiene Federconsumatori.
Tra le richieste avanzate figurano anche il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas e un’accelerazione delle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili. A questo proposito, l’associazione segnala circa quattromila domande ancora in attesa di esame, indicando negli investimenti sulle rinnovabili uno strumento per ridurre la dipendenza energetica dal gas.
Per Federconsumatori, le tensioni geopolitiche richiedono ormai una risposta duratura: «La crisi geopolitica non è più un evento straordinario ma è diventata strutturale». Da qui la richiesta di politiche energetiche e misure di sostegno al reddito che superino la logica degli interventi occasionali.
L’associazione richiama infine il peso complessivo degli aumenti su sanità, carburanti, alimentari ed energia, avvertendo che ulteriori rincari rischiano di ampliare il divario sociale: «Ancora una volta il peso di meri interventi spot e palliativi ricadrà sui più fragili».



















