Un messaggio di speranza, ma anche un forte richiamo alla responsabilità collettiva in un tempo segnato da guerre e divisioni. In occasione della Pasqua, il vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, ha rivolto i suoi auguri alla comunità invitando tutti a “ritrovare il giardino”.
“Ritrovare il giardino”: il cuore del messaggio
Il riferimento è ai Vangeli della resurrezione, dove il sepolcro – in particolare nel racconto di Giovanni – è collocato proprio in un giardino, luogo dell’incontro con il Cristo risorto.
«In questa Pasqua vorrei augurare a tutti di ritrovare il giardino – scrive il vescovo –. È lì che si annuncia la vita nuova, la speranza, il futuro».
Un’immagine simbolica che diventa anche un invito concreto: fare della propria vita un luogo di rinascita, di condivisione e di amore autentico.
La guerra “devastazione di casa nostra”
Nel suo messaggio, Migliavacca non ignora le ferite del presente. Al contrario, richiama con forza i conflitti che attraversano il mondo – dal Medio Oriente all’Ucraina – sottolineando come non siano realtà lontane, ma tragedie che riguardano tutti.
«La devastazione della guerra è la devastazione di casa nostra – scrive –: tocca il nostro cuore, il nostro futuro, la vita dell’umanità che non ha pace».
Da qui l’appello a ritrovare il “giardino” come spazio di armonia e convivenza.
“Dialogo, accoglienza, perdono”: la strada della pace
Il “giardino”, nelle parole del vescovo, diventa metafora di un mondo possibile:
un luogo dove prevalgono dialogo, accoglienza, perdono e diplomazia.
«Il mondo non è solo segnato dalle macerie della guerra – afferma – ma può essere un giardino dove torna la vita, la pace, la fraternità».
Un augurio pasquale che si trasforma così in un messaggio universale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità condivisa.
Il gesto della comunità bengalese: un segno concreto
A dare ulteriore forza a questo messaggio, anche un gesto significativo arrivato dalla comunità bengalese e musulmana di Arezzo, che ha voluto porgere gli auguri pasquali alla diocesi, contraccambiando la visita di fine Ramadan.
Un’iniziativa che si inserisce in un percorso di reciproca attenzione e rispetto, iniziato con la partecipazione dello stesso vescovo alle celebrazioni per la fine del Ramadan, in occasione dell’Eid al-Fitr.
Nel messaggio della comunità si legge come questo scambio rappresenti «un clima di amicizia e reciproca stima» e rafforzi valori fondamentali come «fratellanza, dialogo e convivenza tra culture e religioni diverse».
Un esempio per la città
Un gesto che va oltre il simbolo e diventa esempio concreto di integrazione. In un tempo segnato da tensioni e divisioni, Arezzo offre così un’immagine diversa: quella di una comunità capace di incontrarsi, ascoltarsi e riconoscersi.
Il messaggio pasquale del vescovo Migliavacca e l’iniziativa della comunità bengalese si intrecciano così in un’unica direzione: costruire, giorno dopo giorno, quel “giardino” fatto di pace, rispetto e umanità condivisa.



















