Cronaca
Ucraina, l’arrivo di profughi ad Arezzo e provincia. In viaggio camion di Caritas e Misericordia Ar24Tv
https://www.youtube.com/watch?v=sMifRDyLMO4&feature=youtu.be&ab_channel=Arezzo24
Alcune decine di ucraini, in particolare donne e bambini, sono arrivati ad Arezzo e provincia: si tratta di persone che fuggono dalle città ucraine più colpite dal conflitto, nella quasi totalità ospitate fino ad oggi da parenti o amici residenti nel territorio aretino. Nelle foto che vi proponiamo, l’arrivo di tre donne ucraine di fronte alla Prefettura di Arezzo, grazie al mezzo messo a disposizione dall’Arezzo calcio. Ma non rimarranno in città, verranno destinate a Caprese Michelangelo. In tutto saranno venti i profughi che troveranno rifugio nei Cas, Centri di accoglienza Straordinaria allestiti a Talla, Castel Focognano e Caprese Michelangelo. Altri da amici e parenti, comunque con obbligo di comunicazione, altri ancora in abitazioni private messe a disposizione da tanti aretini che nelle ultime ore possono comunicare la propria disponibilità all’indirizzo mail attivato dal Comune: [email protected]. Poche ma definite, le regole da seguire: è prevista l’accoglienza privata solo in caso di diretta conoscenza di chi viene accolto, la presenza di cittadini ucraini privi di ospitalità è gestita dai CAS, ovvero dai centri di accoglienza straordinaria già attivati e gestiti dalla Prefettura; l’accoglienza privata in questo momento non è attivabile e lo sarà solo laddove ci dovesse essere necessità. A nessun cittadino privato sarà consentita l’accoglienza di minori non accompagnati e pertanto si sconsiglia di dare seguito a messaggi o sollecitazioni in questo senso. Tutti i cittadini ucraini presenti ad Arezzo dovranno dichiarare la propria presenza alla Prefettura e si chiede quindi la collaborazione degli aretini, laddove ne fossero a conoscenza, di sostenerli in questo percorso essenziale per attivare tutta la rete di supporto sociale, sanitario e scolastico. “A tale riguardo – ha precisato il Prefetto Maddalena De Luca – è necessario che i nominativi dei cittadini ucraini presenti ed in arrivo sul territorio provinciale ed ospitati presso amici o parenti, siano comunicati alla Prefettura, alla Forza di Polizia territorialmente competente, ai Sindaci dei comuni in cui si trovano, all’Azienda Usl Toscana Sud Est ed all’Ufficio Scolastico Provinciale nel caso di presenza di minori in età scolare“.
Fuga dalla guerra: le misure sanitarie all’arrivo dei profughi ad Arezzo
Sul fronte sanitario, chi arriva dovrà effettuare il tampone entro le 48 dall’arrivo, regime di auto sorveglianza con obbligo di mascherina Ffp2. Prevista la vaccinazione per tutte le altre patologie. “In questa emergenza umanitaria l’Asl Toscana sud est supporta la gestione delle Prefetture, delle Province e dei Comuni per gli aspetti sanitari tra cui le misure anti Covid” dichiara il direttore generale Antonio D’Urso. Per segnalare l’arrivo dei profughi che non arrivano dai canali ufficiali e attivare il percorso sanitario è attivo il numero verde regionale 800-556060.
Ucraina, modulo online per accoglienza profughi. Tanti: “risposta organizzata”
Chiunque desideri offrire il proprio supporto logistico alla gestione dell’attuale crisi, ad esempio mezzi di trasporto o assistenza linguistica, può indicare la propria disponibilità scrivendo all’indirizzo mail lasciando i propri recapiti. Tutte le offerte di collaborazione a vario titolo saranno raccolte e qualora risultassero necessarie gli interessati saranno contattati dal personale incaricato dal Comune. E’ online nel sito ufficiale del Comune di Arezzo il modulo per la manifestazione di disponibilità all’accoglienza dei profughi ucraini (https://www.comune.arezzo.it/notizie/emergenza-ucraina) eccezion fatta per i minori non accompagnati la cui accoglienza seguirà esclusivamente i percorsi istituzionali frutto della consolidata collaborazione tra la Prefettura, il Comune di Arezzo e i soggetti accreditati.
Ucraina, da Arezzo via agli aiuti della Caritas. Fontana: “Una carezza per chi soffre”. Il Comune attiva mail
Ieri pomeriggio è partito da Arezzo un tir carico di alimenti e generi di prima necessità di 19 tonnellate alla volta di Drohiczyn, in Polonia. Il materiale è stato raccolto in questi giorni dall’infaticabile lavoro della Caritas diocesana, in rete con le Caritas parrocchiali ed è destinato alle necessità di chi è in fuga dal conflitto in Ucraina. L’iniziativa, parte dal solido rapporto tra l’arcivescovo Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il vescovo Piotr Sawczuk, pastore della diocesi polacca, a seguito di un gemellaggio che lega in maniera fraterna le due Chiese. Sono sette i presbiteri originari della Chiesa di Drohiczyn che offrono il loro servizio nella diocesi toscana. “Si tratta di una piccola carezza per chi soffre ed è il segno della cultura aretina: la concretezza” dice l’arcivescovo Riccardo Fontana. “La gente ha risposto con entusiasmo e grande senso di solidarietà per aiutare coloro che sono in fuga dal freddo, dalle bombe e dalla fame. Dobbiamo essere decisi nel dire ‘no alla guerra’, nel rispetto per la cultura russa, che è degna di massima considerazione. Questo è il tempo di mettere da parte le polemiche cercando di fare il possibile per aiutare il prossimo. Lo hanno fatto in tanti e tra di loro ci sono anche i nostri ragazzi, che con i loro risparmi hanno comprato sacchi a pelo nuovi per regalarli ai loro coetanei”. Prima della partenza del convoglio, il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha apposto il sigillo della Città agli sportelli dell’autoarticolato. Un sigillo che verrà “rotto” nella mattina di lunedì 14 marzo, dal vicario generale della diocesi, don Fabrizio Vantini, insieme al rettore del Seminario diocesano don Andrzej Zalewski, originario della Chiesa di Drohiczyn, entrambi partecipanti alla missione. Un gesto che, da una parte garantisce la sicurezza della spedizione, e, dall’altra mostra simbolicamente la vicinanza tra la cittadinanza e le Chiese di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e di Drohiczyn. “Ancora una volta gli aretini hanno mantenuto la loro promessa di grande generosità, comunque tratto caratteristico, ma in questo momento forse più forte di sempre. In ogni caso, mi preme sottolineare la necessità che tutti gli aiuti passino dai canali ufficiali affinché non si disperdano o rimangano inutilizzati; lo stesso per l’accoglienza, la cui organizzazione è coordinata dalla prefettura. Ringrazio ancora una volta la Città per la grande testimonianza di solidarietà che sta dando in questo difficile momento”, ha detto il sindaco Alessandro Ghinelli. Solidarietà e generosità, alle quali si unisce un’altra testimonianza concreta a favore della pace: domani alle ore 12, come in tante altre città italiane ed europee, in piazza della Libertà un momento di raccoglimento per dire no alla guerra.
Misericordia in campo per l’Ucraina: “Una processione di aretini”
Alla Misericordia di Arezzo è stato così tanto il materiale pervenuto che a un certo punto è stato necessario appoggiarsi ad un magazzino intermedio, messo a disposizione dal Coordinamento provinciale delle Misericordie in zona Monte San Savino. Dopo i primi viaggi fatti in proprio direttamente al Mercafir di Firenze, nel pomeriggio e sera dell’8 marzo 2022 è stato consegnato l’undicesimo furgone di beni di vario genere per l’Ucraina con una ulteriore modalità. In pratica, è stata stoccata la maggior parte del materiale pervenuto ad Arezzo portandolo con tre furgoni e più viaggi presso il magazzino del Monte, così da rendere di nuovo agibile quello di Arezzo anche indipendentemente dai trasporti a Mercafir. Il deposito organizzato nella sede della Misericordia di Arezzo in via Garibaldi 143 è ora praticamente in buona parte svuotato (eccetto per una discreta quantità di vestiario da dover ancora selezionare e suddividere) quindi le donazioni possono proseguire. Dalla Mercafir di Firenze gli aiuti vengono portati fino ai confini di Polonia o Romania.
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