È una corsa contro il tempo tra macerie, ospedali al collasso e migliaia di persone ancora senza notizie dei propri familiari. A quattro giorni dal devastante doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, il bilancio continua ad aggravarsi: le vittime accertate hanno ormai superato quota 1.400, mentre sono ancora circa 50 mila le persone che risultano disperse o irreperibili. Le scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno devastato il nord del Paese, provocando una delle più gravi catastrofi naturali della storia recente dell’America Latina.
Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta, spesso in condizioni estremamente difficili. Nelle aree più colpite, come La Guaira, volontari e soccorritori continuano a scavare anche a mani nude nella speranza di trovare superstiti. Nelle ultime ore due ragazzi di 11 anni sono stati estratti vivi dalle macerie, alimentando la speranza nonostante il trascorrere delle ore. Intanto gli ospedali di Caracas lavorano ben oltre la capacità ordinaria, accogliendo feriti provenienti da tutto il territorio circostante, mentre la città costiera di La Guaira viene ormai descritta come un immenso cimitero a cielo aperto.
La solidarietà internazionale
La risposta della comunità internazionale si è attivata rapidamente. Decine di Paesi hanno inviato squadre di ricerca, unità cinofile, mezzi specializzati e personale sanitario. Anche l’Italia è tra i Paesi impegnati nelle operazioni di soccorso, con una missione composta da 97 operatori della Protezione Civile nazionale e personale sanitario altamente qualificato. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, tra la comunità italiana si registrano al momento tre vittime, quattro feriti e 42 dispersi, mentre il Governo ha stanziato un primo pacchetto di aiuti da 5 milioni di euro.
Nel suo messaggio al termine dell’Angelus, Papa Leone XIV ha espresso la propria vicinanza al popolo venezuelano: «Le mie più sentite condoglianze ai nostri fratelli e sorelle venezuelani, colpiti dai recenti terremoti che hanno causato numerosi feriti e ingenti danni materiali». Il Pontefice ha inoltre rinnovato il suo sostegno alle popolazioni colpite e ai soccorritori impegnati nelle operazioni di salvataggio.
La Toscana coordina la missione sanitaria italiana
Tra i protagonisti dell’intervento internazionale c’è anche la Toscana. Su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile nazionale è partita una squadra composta da 36 tra medici e infermieri provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana.
Il coordinamento della missione è affidato alla CROSS (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario) di Pistoia, struttura di riferimento nazionale per le emergenze internazionali. Dalla Toscana sono stati selezionati cinque professionisti – un medico e quattro infermieri – scelti per la loro elevata preparazione nelle missioni umanitarie all’estero e per l’esperienza maturata in precedenti emergenze internazionali, tra cui il terremoto in Turchia.
Dopo la partenza dalla sede della CROSS di Pistoia e il trasferimento alla base militare di Pratica di Mare, il contingente italiano ha raggiunto il Venezuela portando con sé anche un’importante dotazione di dispositivi medici e materiale sanitario destinato agli ospedali locali.
Nelle ultime ore la missione è entrata pienamente nella fase operativa. I 36 sanitari italiani sono stati distribuiti in tre ospedali del distretto di Caracas, compreso un ospedale militare dove parte del personale è impegnato nei reparti di terapia intensiva. È inoltre in corso la valutazione di un eventuale ulteriore invio di personale sanitario, in funzione delle esigenze che emergeranno sul campo.
«La missione sanitaria italiana in Venezuela entra nella fase operativa grazie alla disponibilità dei professionisti coordinati dalla CROSS di Pistoia – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. La Toscana è con voi durante questo impegno, che conferma ancora una volta l’eccellenza e l’affidabilità della nostra Protezione civile».
«Stiamo seguendo tutte le fasi di questa missione importante – ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika –. Grazie alle donne e agli uomini della nostra CROSS di Pistoia che non si tirano indietro nei momenti di maggiore necessità e che, grazie alle loro capacità, sono chiamati a coordinare gli aiuti sanitari del nostro Paese in un contesto così drammatico».
L’emergenza resta comunque lontana dall’essere conclusa. Le continue scosse di assestamento, le difficoltà logistiche e l’enorme numero di dispersi rendono ancora estremamente complesso il lavoro dei soccorritori, mentre la comunità internazionale continua a mobilitarsi per sostenere il Venezuela in una delle peggiori tragedie della sua storia recente.




















