È stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione il trentenne aretino protagonista della violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2025 in piazza Guido Monaco, ad Arezzo. La sentenza è stata emessa ieri, martedì 7 aprile dal Tribunale di Arezzo in composizione collegiale.
L’uomo era imputato per lesioni gravissime e maltrattamenti. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a cinque anni. Il collegio ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, determinando così la pena finale, ridotta anche grazie alla scelta del rito abbreviato per il reato più grave.
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La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso in sede processuale, l’episodio si verificò durante un litigio tra i due. L’uomo, mentre stava baciando la compagna – una donna di 29 anni all’epoca incinta – le morse la lingua, amputandone una parte. Un gesto di estrema violenza, avvenuto davanti ad alcuni testimoni.
La porzione di lingua fu recuperata da un’amica della vittima e portata in ospedale. La donna venne soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale San Donato, dove fu sottoposta a un delicato intervento chirurgico di reimpianto. Il decorso post-operatorio fu complesso, anche a causa della gravidanza.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere un contesto di relazione segnato da tensioni e precedenti episodi di violenza, aggravati dall’uso di sostanze.
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L’iter giudiziario
In un primo momento l’uomo era stato denunciato dai carabinieri per lesioni aggravate. Successivamente, su richiesta della Procura di Arezzo, era stato arrestato e posto in custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato, su disposizione del giudice Stefano Cascone.
Il processo è iniziato il 4 novembre 2025 davanti al tribunale presieduto da Anna Maria Lo Prete. Durante il procedimento, l’imputato ha riconosciuto il figlio nato nel frattempo, con il consenso della madre, costituitasi parte civile.
Nel corso dell’ultima udienza l’uomo, detenuto nel carcere di Prato, ha preso la parola chiedendo scusa, visibilmente commosso e parlando del percorso di recupero intrapreso.
Risarcimento e situazione attuale
Il tribunale ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro a favore della vittima, in attesa della quantificazione definitiva del risarcimento.
Dopo la lettura della sentenza, il trentenne è stato ricondotto in carcere.
In aula era presente anche la donna, insieme al figlio nato dopo i fatti. La relazione tra i due si inserisce oggi in un contesto complesso: la vittima ha espresso sentimenti di perdono e il desiderio che l’uomo possa portare avanti un reale percorso di cambiamento, dichiarando di provare ancora affetto nei suoi confronti.


















