Potrebbe essere a una svolta il caso della morte di Choco, il cane travolto e ucciso ad Arezzo nel giorno di Pasquetta. Come riportato da La Nazione, dopo giorni di indagini gli investigatori sono riusciti a individuare il veicolo coinvolto e il suo proprietario.
L’episodio risale allo scorso 6 aprile, tra la zona della Marchionna e Pace ad Arezzo, dove il cane – di proprietà di Leonardo Magi – è stato investito. Sin da subito il padrone aveva sostenuto che non si fosse trattato di un semplice incidente, ma di un gesto volontario.
Le indagini della Squadra mobile, attraverso un lavoro definito meticoloso, hanno permesso di risalire a una jeep Suzuki che sarebbe stata guidata da un uomo residente in zona. Il conducente potrebbe essere ascoltato a breve dagli inquirenti, in attesa delle decisioni della procura che coordina l’inchiesta.
Secondo la ricostruzione emersa, il giorno di Pasquetta Magi stava passeggiando con il cane quando un fuoristrada si è avvicinato. Il proprietario avrebbe fatto cenno all’automobilista di rallentare, ma il mezzo, dopo una breve sosta, sarebbe ripartito improvvisamente sterzando e colpendo l’animale. Choco è morto poco dopo tra le braccia del padrone, mentre il veicolo si allontanava.
«Choco è stato ucciso deliberatamente», aveva dichiarato Magi nei giorni successivi, ribadendo la volontà di arrivare fino in fondo per ottenere giustizia. Ora, con l’individuazione del mezzo, il caso entra in una fase cruciale.
La vicenda ha suscitato forte emozione e indignazione, andando oltre il singolo episodio. Lo stesso Magi ha voluto ringraziare pubblicamente gli investigatori per il lavoro svolto e ha rilanciato l’appello: «Chi sa qualcosa, parli. Va fatta giustizia non solo per il mio cane, ma per tutti gli animali che non l’hanno avuta».
Dalla tragedia è nata anche un’iniziativa concreta: la creazione della Fondazione Choco, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire casi simili. La battaglia ha coinvolto anche associazioni animaliste come la Leal, che ha presentato una denuncia parlando apertamente di investimento volontario.
Il caso ha assunto rilievo nazionale, richiamando l’attenzione sulla tutela degli animali e sulla necessità di garantire sicurezza e responsabilità. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire definitivamente la dinamica e accertare eventuali responsabilità penali.











