È morto Alex Zanardi, simbolo mondiale di resilienza e uno degli sportivi più amati di sempre. Aveva 59 anni. L’annuncio è arrivato dalla famiglia nella serata del 1° maggio 2026, lasciando sgomento il mondo dello sport e non solo.
Ex pilota di Formula 1 e due volte campione CART, Zanardi era diventato un’icona del paralimpismo dopo il drammatico incidente del 2001 che gli costò l’amputazione delle gambe. Da lì una seconda vita straordinaria: quattro ori e due argenti tra Londra 2012 e Rio 2016 nella handbike, oltre a numerosi titoli mondiali.
Il passaggio in Valdichiana: la tappa di Castiglion Fiorentino, poi Foiano della Chiana
Tra i tanti momenti che legano Zanardi al territorio aretino, resta impresso il passaggio in Valdichiana nel giugno 2020, durante la staffetta solidale “Obiettivo Tricolore”, progetto da lui stesso ideato per promuovere lo sport paralimpico e l’inclusione.
Obiettivo Tricolore arriva a Castiglion Fiorentino. In testa Alex Zanardi ed Enrico Fabianelli
In quell’occasione, Zanardi attraversò anche Castiglion Fiorentino (nel video, l’annuncio del passaggio a Brolio) e transitò da Foiano della Chiana, accolto da cittadini e appassionati lungo le strade: una tappa carica di entusiasmo, simbolo della sua capacità unica di trasmettere energia e speranza.
Era una delle tante iniziative con cui, attraverso la sua associazione Obiettivo 3, cercava di avvicinare nuove persone allo sport, abbattendo barriere fisiche e culturali.
L’incidente nel Senese: il dramma dopo la tappa aretina
Solo poche ore dopo quel passaggio in provincia di Arezzo, la tragedia. Il 19 giugno 2020, durante una tappa successiva della staffetta, Zanardi fu coinvolto in un gravissimo incidente stradale nel Senese, nei pressi di Pienza, scontrandosi con un camion mentre era in handbike. Con Zanardi, al momento dell’incidente, anche due castiglionesi: Enrico Fabianelli e il campione di ciclismo Daniele Bennati, non coinvolti.
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Le sue condizioni apparvero subito critiche: fu sottoposto a delicati interventi neurochirurgici e iniziò un lungo percorso tra ospedali e riabilitazione. Da quel momento, la sua vita pubblica si fermò, ma non il suo esempio, rimasto vivo nella memoria collettiva.
Un’eredità che va oltre lo sport
Zanardi non è stato solo un campione, ma un punto di riferimento umano. La sua capacità di reinventarsi dopo ogni caduta, di affrontare il dolore con ironia e determinazione, lo ha reso un simbolo universale.
Dalle piste di Formula 1 alle medaglie paralimpiche, fino all’impegno sociale con Obiettivo 3, la sua storia ha insegnato che i limiti possono essere superati.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità potente: quella di chi ha dimostrato, ogni giorno, che “la vita è una figata”, anche quando sembra impossibile.

















