Al teatro Petrarca la presentazione che ha anticipato il taglio del nastro della grande esposizione, in programma dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e gli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio. La presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, Dentini: “Percorso artistico importante, ci aspettiamo mesi di grande movimento in città”.
Arezzo, 2 ottobre 2026 – “La grande mostra ad Arezzo sull’immagine di San Francesco è il frutto di una sinergia evidente tra le realtà culturali di Firenze e Arezzo. Si inserisce in quel circuito di iniziative che fanno la storia degli eventi culturali in Toscana”. Lo ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani, intervenendo oggi a margine della presentazione dell’esposizione al Teatro Petrarca di Arezzo.
“L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” verrà inaugurata ufficialmente domani (3 ottobre) e resterà in programma fino al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4), confinante con la Basilica di San Francesco, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci, 7), esempio straordinario di barocco aretino. L’esposizione è curata da Cristina Acidini, con il comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, formato da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. L’evento, con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, è un progetto del Comune di Arezzo e di Fondazione CR Firenze con Fondazione Guido D’Arezzo. Vanta il patrocinio e il contributo del Ministero della Cultura, di Regione Toscana e si avvale della collaborazione della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, della Direzione Regionale Musei della Toscana e della Camera di Commercio di Arezzo e Siena. Main Sponsor Estra.
“San Francesco – ha proseguito Giani – è stato un protagonista civile e religioso straordinario. Gli 800 anni dalla sua morte non potevano che trovare una mostra straordinaria come questa. Del resto un momento culminante della spiritualità del patrono d’Italia avviene proprio qui, a La Verna, quando nel 1224 riceve le stimmate. Ha rivoluzionato i suoi tempi e quelli successivi: basti pensare al rapporto con i poveri, con l’ambiente, a quello con gli animali. La sua figura servirebbe moltissimo per le nuove generazioni”.
“Questa mostra – ha osservato la presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, Natalie Dentini – celebra come il territorio aretino sia stato testimone di alcuni tra i momenti più importanti nella vita di San Francesco. Esplora come nel corso del tempo grandi pittori abbiano interpretato l’immagine del santo, proponendosi come una passeggiata tra i secoli. Oggi possiamo dire che stiamo lavorando nella direzione di un turismo sempre più qualificato: questa esposizione ci dimostra come l’arte sia un valore umano infinito e come la cultura sia fatta dagli sforzi delle persone. Sicuramente abbiamo creato un percorso artistico molto importante e adesso ci aspettiamo due mesi e mezzo di grande movimento”.
“Un percorso straordinario sulle tracce di San Francesco – ha aggiunto il sindaco di Arezzo, Marcello Comanducci – per un evento che porterà sicuramente molti turisti in città. Parliamo sempre di come valorizzare le eccellenze e questa lo è. Il percorso sarà affascinante anche per le due location, che hanno caratteristiche diverse”.
Giuli annulla la visita ad Arezzo: alle 18 il Consiglio dei ministri. Il ministro della Cultura non parteciperà alla cerimonia inaugurale della mostra “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli non sarà oggi ad Arezzo per l’inaugurazione della mostra dedicata all’immagine di San Francesco. La partecipazione è stata annullata per consentirgli di prendere parte al Consiglio dei ministri delle ore 18, orario coincidente con la cerimonia prevista al Teatro Petrarca.
Giuli era atteso all’appuntamento inaugurale di “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”, la grande esposizione con cui Arezzo celebra gli ottocento anni dalla morte del Patrono d’Italia e il proprio legame storico, religioso e artistico con la figura del santo. Confermata la presenza del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Nelle foto: l’assessore alla cultura del Comune di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo Natalie Dentini, Cristina Acidini e Liletta Fornasari
La mostra sarà visitabile da oggi, 3 ottobre 2026, al 10 gennaio 2027 in due sedi del centro storico: la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, in piazza San Francesco, accanto alla basilica che custodisce il ciclo della Vera Croce di Piero della Francesca, e gli spazi dell’ex chiesa di Sant’Ignazio, in via Giosuè Carducci.
Curata da Cristina Acidini, l’esposizione si avvale di un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. Il progetto è stato sviluppato d’intesa con le diocesi, le comunità francescane e gli organi centrali e territoriali del Ministero della Cultura.
Il percorso riunisce quasi ottanta opere d’arte e documenti, seguendo l’evoluzione dell’iconografia francescana dal Medioevo al Novecento. Dipinti, sculture, volumi antichi, miniature e tempere racconteranno come la rappresentazione di Francesco sia cambiata nei secoli, accompagnando il mutare della sensibilità religiosa, della cultura e dei linguaggi artistici.
Tra gli autori presenti figurano Margarito d’Arezzo, Tino di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia e Giorgio Vasari, insieme a Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano e Federico Barocci. Il racconto proseguirà fino alle opere di Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gio Ponti.
Accanto a un consistente nucleo di opere provenienti dal territorio, la mostra propone prestiti da importanti musei italiani e internazionali. Tra le istituzioni coinvolte ci sono il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Londra, il Worcester Art Museum e il Lindenau-Museum di Altenburg, oltre alla Pinacoteca Vaticana, alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria Borghese e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Un contributo significativo arriva anche dalle collezioni private e dai luoghi di culto: chiese, pievi e conventi che conservano testimonianze della devozione francescana. Sono presenti opere provenienti, tra gli altri, dal Duomo di Sansepolcro, dalle chiese francescane di Lucignano e Castiglion Fiorentino, dai conventi dei Cappuccini di Arezzo e Foggia e da Bosco ai Frati.
Il lavoro curatoriale ha permesso di riunire opere spesso difficili da concedere in prestito e da movimentare, offrendo al pubblico un’occasione per conoscere insieme testimonianze normalmente custodite in sedi diverse. Un progetto di respiro internazionale che porta ad Arezzo sette secoli di immagini di San Francesco.















































































