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Arte

In restauro la Chevrolet del 1947 di Rodolfo Siviero, sarà esposta alla Casa Museo di Firenze

30/04/2026 19:30

È in corso fra Monte San Savino e Foiano della Chiana (Arezzo), presso la carrozzeria Dimar e l’officina meccanica, il restauro della storica Chevrolet Stylemaster Sport Sedan del 1947 appartenuta a Rodolfo Siviero, figura chiave nel recupero delle opere d’arte trafugate durante la Seconda guerra mondiale.
L’intervento restituirà alla vettura il suo aspetto originale, valorizzando un bene di grande rilievo storico e simbolico. Una volta completato, il restauro consentirà di collocare l’auto al Museo Casa Siviero, dove entrerà a far parte del percorso espositivo dedicato alla vita e all’opera del diplomatico.
Oggi l’assessora regionale Cristina Manetti insieme al direttore di Casa Siviero Gabriele Mazzi ha visitato la carrozzeria per seguire da vicino le fasi dei lavori.

“Questa macchina, con cui Siviero ha recuperato centinaia di opere d’arte- ha dichiarato l’assessora Manetti- , diventerà il simbolo della sua straordinaria storia e del Museo Casa Siviero», ha dichiarato. «Sarà una sorta di mascotte capace di raccontare e promuovere la sua attività. Stiamo anche valutando iniziative dedicate che possano portarla in viaggio tra i musei che oggi custodiscono le opere da lui recuperate”.

La Chevrolet non è solo un’automobile d’epoca, ma un vero e proprio testimone della storia del dopoguerra. Assegnata inizialmente al Governo Militare Alleato e poi al Ministero degli Affari Esteri, fu utilizzata da Siviero tra il 1947 e il 1970 con targhe diplomatiche statunitensi, nelle sue missioni istituzionali, spesso delicate, per riportare in Italia capolavori dispersi tra depositi, frontiere e collezioni straniere.

Dopo anni di servizio, il veicolo fu custodito nelle rimesse di Palazzo Pitti fino ai primi anni Novanta, quando venne dismesso e acquistato da un privato, Luigi Scipioni, per 6milioni di lire. Il restauro avviato allora rimase incompiuto, fino alla recente acquisizione da parte della Regione Toscana, che ha deciso di restituirlo alla collettività.
Oggi, grazie anche alla documentazione storica conservata – fotografie, corrispondenza e materiali d’archivio – è possibile procedere a un restauro conservativo accurato. La vettura, riconosciuta come bene culturale, tornerà così a essere non solo un oggetto espositivo, ma un simbolo concreto della ricostruzione culturale dell’Italia nel secondo dopoguerra.

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