Sul Titanic di balla e si brinda mentre la nave si dirige verso l'iceberg

. Inserito in #madecheseragiona

Tre diverse emergenze: emergenza idrica, emergenza rifiuti, emergenza energetica. Tre posti diversi: Isola d’Elba, Roma, Piombino. Tre proposte: dissalatore, termovalorizzatore, rigassificatore. Tre No da parte di comitati, comuni e trasversalmente da (quasi) tutte le forze politiche locali. Chi ha torto, chi ha ragione?

Secondo me hanno torto e ragione tutti e non lo dico per lavarmene le mani. Lo dico perché ben oltre le motivazioni dei No e dei Si manca una ragione fondamentale, che azzera tutte le altre: la presa d’atto che il sistema, così come l’abbiamo costruito in oltre 200 anni di evoluzione economica e sociale, non regge più.
Non regge più il consumo degli spazi, delle risorse naturali, della flora e della fauna, non regge più il modello delle grandi metropoli e della mobilità privata e pubblica.
Consentitemi tre domande: sarebbe disponibile quel Sindaco dell’Elba ad introdurre il numero chiuso per i turisti, visto che più di tanto le risorse idriche dell’isola non reggono?
Sarebbero disponibili i cittadini di Roma (e noi con loro) a rinunciare ad un pezzo dei nostri consumi sfrenati per ridurre i rifiuti?
Sarebbero disponibili quelli che si oppongono ai rigassificatori (e noi con loro) a tornare indietro nel tempo quando nelle case si pativa il freddo e le auto andavano a carbonella? Nessuno sarebbe disponibile.
Eppure dal loro punto di vista hanno ragione, perché devono essere loro a pagare un prezzo ambientale (ammesso che questo prezzo esista) per tutti?
Nessuno vuole giustamente pagare, nessuno vuole rinunciare a niente, nessuno vuol riflettere sull’enorme contraddizione di una società che attraverso ogni mezzo possibile incita al consumo e al tempo stesso fa pagare l’energia, che è alla base di ogni consumo, un prezzo spropositato. E questo nonostante che il costo alla fonte non abbia subito grossi aumenti, anzi sia calato: durante la crisi del 2008, il costo del petrolio arrivò a 180 dollari al barile, oggi è poco oltre i 100 dollari.
Dopo la pandemia erano venuti fuori tanti buoni propositi: maggior peso alla scuola, alla sanità territoriale, alla transizione ecologica, a un modo diverso di vivere la socialità. Hanno detto che ci volevano tanti soldi per superare questo momento di crisi e costruire una società più armoniosa e più giusta. I soldi sono arrivati, non proprio gratis, perché nessun pasto è gratis, ma sono arrivati. Ma siamo proprio sicuri che i denari dell’Europa (un debito che ci trascineremo dietro per i prossimi 100 anni) siano oggi impiegati nel modo migliore?
Io qualche dubbio comincio ad averlo.

Tags: emergenza idrica emergenza rifiuti emergenza energetica

Paolo Brandi

Paolo Brandi

Laureato in filosofia a Pisa e in storia a Siena. Amante dei cani, dell'Inter e della Sicilia. Fin da piccolo impegnato in politica ma col tempo ha assunto un atteggiamento più contemplativo.