Cura Italia, 600 euro una tantum ai possessori di partita Iva: previste feste e caroselli in tutta la penisola

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Il governo ha deciso di dare una mano a liberi professionisti, co.co.co, lavoratori agricoli e dello spettacolo, titolari di partita Iva, alla data del 23 febbraio del 2020, riconoscendo una indennità una tantum di 600 euro.
C’è da mettersi a ballare dalla felicità, con 600 euro “una tantum”, ovvero “piglia al volo prima che ci ripensi”, si sono tolti il pensiero. Chi non ha una partita Iva aperta non può neanche lontanamente immaginarsi tra quante difficoltà dobbiamo muoverci quotidianamente, tra balzelli, una pressione fiscale insostenibile e nessuna tutela. Una volta, quando l’economia girava per il verso giusto, fare il libero professionista e non il dipendente era una scelta volontaria. Oggi, purtroppo, più del 50% dei lavoratori autonomi ha la partita Iva perché non ha altra scelta: trovare un posto da dipendente ha le stesse percentuali di riuscita di vincere al Superenalotto. Lo Stato, con gli studi di settore, decide a tavolino quanto secondo loro sei in grado di guadagnare, se dichiari meno "sono cazzi tuoi", ti arriva una verifica e poi sta a te dimostrare che hai dichiarato meno perché il lavoro non c’è. Per l’Agenzia delle Entrate sei un evasore, se non li convinci del contrario paghi quanto dicono loro. Poi ci sono in effetti i grandi evasori, quelli che guadagnano un sacco di soldi e dichiarano una "cippa", quelli che non si intestano nulla e quindi quando arrivano le simpatiche cartelle esattoriali risparmiano sull’acquisto della carta igienica. Questi signori viaggiano impuniti e dormono tranquilli, tanto sanno che di media ogni 5 anni arriva un condono fiscale e quindi se la godono beati. Quindici giorni fa ho realizzato un servizio sulla protesta di un gruppo nato da poco in Italia: “partite Iva, insieme per cambiare”. La manifestazione, largamente pubblicizzata sui social, si è tenuta davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate di Arezzo in via Petrarca. Avevano dato l’adesione più di trecento persone, se ne sono presentate sei. Siamo un popolo di pecore, una delle più grandi verità in materia la pronunciò Giulio Andreotti: “Ognuno ha i politici che si merita”, noi non ci meritiamo altro che queste nullità che attualmente stanno comodamente sedute in Parlamento. Facciamo così, appena avete organizzato una rivoluzione degna di questo nome suonatemi il campanello che scendo. 

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.