Appalti, Inarsind sulla sentenza del Tar Lombardia: "In Toscana non sarebbe successo"

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Via libera alle offerte ai limiti del gratuito per una gara d'appalto dopo la sentenza del Tar Lombardia. Il presidente di Inarsind Toscana Marco Becucci: "Grazie anche al nostro impegno, la legge regionale toscana non consente questo 'dumping' fuori regola"

Lavoro quasi gratuito in concorrenza permesso dalla legge? Non in Toscana. Ma il Tar Lombardia, con una sentenza del 30 ottobre, ha bocciato il ricorso promosso da uno studio di ingegneria, che aveva contestato al giudice amministrativo la valutazione di un'offerta economica estremamente bassa presentata dal gruppo aggiudicatario partecipante ad un bando del Comune di Casatenovo.

Il giudice ha rigettato tale accusa, ritenendo tra l'altro che la congruità dell'offerta deriva anche da fattori non necessariamente economici, quali ad esempio il prestigio dell'appalto. Si legge nella sentenza:

"[...] Un utile apparentemente modesto può comportare un vantaggio significativo sia per la prosecuzione in sé dell'attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l'impresa dall'essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico".

Il presidente di Inarsind Toscana, l'ingegnere aretino Becucci, commenta ironicamente: "È come andare al supermercato e dire a tutti che un dato prodotto è ottimo per poi prelevarlo gratuitamente". Va altresì osservato che il Tar non è certamente un'agenzia di marketing e ci sarebbe da domandarsi su quali elementi oggettivi abbia ritenuto che l'aver portato a termine un appalto pubblico possa costituire un vantaggio significativo. Questo elemento fa parte della motivazione della sentenza?

Il presidente aggiunge inoltre che, se fosse stata applicabile una norma regionale con lo stesso testo della l.r. Toscana n. 35/2020, la motivazione espressa dal Tar Lombardia sarebbe stata impossibile. Infatti la norma, in particolare all'articolo 2 ("Acquisizione di servizi professionali"), comma 3, recita:

"[...] Non è consentito il ricorso a criteri di valutazione delle offerte che risultino potenzialmente idonei ad alterare l'equilibrio tra le prestazioni professionali rese e il compenso [...]".

Inarsind Toscana ricorda che la stessa legge regionale 35/2020 è frutto del lavoro della commissione Soggetti professionali di cui l'associazione fa parte e che ha attivamente partecipato alla stesura della proposta di legge su cui hanno poi operato Giunta e Consiglio regionali.

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Bianca Sestini

Bianca Sestini

Sono laureata in giurisprudenza e ho concluso il praticantato presso la Scuola di Giornalismo "Massimo Baldini" della Luiss di Roma. Parlo Inglese e un po' di Francese. Sono appassionata di fotografia, documentari e podcast della Bbc. Società, viaggi, cultura e scienza sono le aree che sono più curiosa di esplorare.