L'emergenza coronavirus non ferma il Mumec: le attività a porte chiuse

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Il MUMEC Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo, come gli altri istituti culturali cittadini si trova, in seguito alle misure di contenimento del COVID-19, a porte chiuse. Porte che non bloccano però le attività portate avanti e l'istituzione di nuove e importanti collaborazioni per un 2020 di fatto in via di sviluppo.

"Chiudi la porta di casa, apri le porte alla tua fantasia con le storie del MUMEC" è il titolo dell'iniziativa proposta dal museo aretino che quest'anno celebra i 15 anni dalla sua apertura al pubblico, dal dicembre 2005, nelle sale del Palazzo Comunale di Arezzo. Una collezione ampia quella del museo, che ha da sempre portato il visitatore a farsi domande sui nuovi mezzi di comunicazione fra grandi personaggi, storia e sviluppi ma che, ad oggi, risulta temporaneamente non visitabile e, quindi, costretta a reinventarsi.

Il MUMEC Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo si propone di predisporre visibilità culturale all'interno di pagine social (Facebook e Instagram in primis) e sul sito web. Il 2020 è anno di celebrazione del cinema, a 125 anni dalla sua nascita e a 100 da quella del grandissimo regista italiano Federico Fellini. Onorando il cinema e il grande maestro, il MUMEC ha in programma importanti eventi da svolgersi nel corso dell'intero anno ma, al momento, vuol condurre i visitatori a ripercorrerne virtualmente storia e curiosità.

Il museo ha avviato una serie di appuntamenti giornalieri sui social e settimanali su RadioFly (98.5-106.1 MHz), con podcast disponibili sul sito del museo stesso www.museocomunicazione.it nella sezione "Le storie del MUMEC - La Cultura non si ferma". Successivamente sarà la volta della radio, della tv e di altro ancora, andando gradualmente a ripercorrere la storia di quegli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità e grazie ai quali ci sentiamo meno distanti in questo difficile momento.

L'iniziativa si inserisce nell'ambito dei percorsi attivati da ICOM ITALIA International Council of Museum nella linea di promozione culturale a musei chiusi denominata "La Cultura non si ferma" e dai Centri per l'UNESCO di Arezzo e di Firenze, collaboratori fissi del Museo dopo la stipula della convenzione fra le tre parti che ne sancisce, visti i grandi parallelismi portati avanti dalle stesse istituzioni culturali fra cui la conservazione della memoria, il coinvolgimento sul sociale nelle tematiche dell'accessibilità (percorsi specifici per persone con autismo e Alzheimer), la stampa e la tecnologia in genere, rapporto costante per i prossimi tre anni a venire.

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