Pieve Santo Stefano, E45 crollata: confermata la presenza di amianto

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La perizia sulla E45 conferma, in tribunale ad Arezzo in incidente probatorio, che nella terra prelevata dalla piazzola franata lungo la E45 lo scorso febbraio all'altezza di Pieve Santo Stefano, è presente amianto

I sospetti dei carabinieri forestali, che hanno portato avanti le indagini condotte dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi, hanno trovato riscontro in quanto riferito dal perito nominato dal gip Luigi Boeri di Livorno.

Nell'incidente probatorio, Boeri ha illustrato i risultati della perizia dalla quale emerge la presenza di amianto in modo superiore al consentito. Sulle analisi effettuate sul terreno trasferito e stoccato nei pressi di Sansepolcro dall'azienda incaricata dei lavori, si parla di una quantità del 350 per cento superiore ai limiti di legge. Ovvero 3.470 milligrammi per chilo contro una quantità massima ammessa pari a 1000 millimetri. Dati, questi che, in realtà, non sarebbero stati riscontrati sulla piazzola. Tale differenza potrebbe derivare dal fatto che nel luogo di stoccaggio il terreno sarebbe stato mosso e compattato. In questo modo si sarebbero infranti i cristalli di serpentino, minerale che contiene l'amianto.

I legali della difesa hanno chiesto di poter rinviare la conclusione dell'incidente probatorio al 21 novembre, quando verrà esaminato un altro consulente. Si tratta del perito nominato dal pm Roberto Rossi, il dottor Battaglini, dalla cui relazione erano emersi aspetti che potrebbero chiarire questa differenza tra i campioni prelevati.

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Guido Albucci

Guido Albucci

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