Arezzo, compro oro abusivo: in un muro di recinzione trovati contanti per 150 mila euro

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Continua l'azione della Guardia di Finanza di Arezzo contro i fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale. Monitorato a lungo l'imprenditore, sorpreso ad effettuare acquisti "in nero". L'uomo nascondeva i contanti in un vano ricavato nel muro di recinzione della sua proprietà

I Finanzieri della Compagnia di Arezzo, nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria svolta nel settore dei reati fiscali ed economici, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica di Arezzo, Dott. Roberto Rossi, hanno individuato un soggetto aretino che ha svolto abusivamente l’attività di “compro oro” ed al quale, già in passato, sono stati sequestrati 16 chilogrammi di metalli preziosi, tra oro ed argento, sprovvisti della documentazione in grado di giustificarne il possesso, l’origine e la tracciabilità. I militari hanno “monitorato” a lungo l’imprenditore, seguendolo in maniera discreta e, in due distinte occasioni, lo hanno sorpreso immediatamente dopo aver effettuato acquisti “in nero”.

L’Autorità Giudiziaria, sulla scorta degli ulteriori elementi raccolti, ha autorizzato l’esecuzione di una perquisizione presso il domicilio dell’indagato, nel corso della quale è stato rinvenuto denaro contante, per oltre 150.000 euro, di non chiara origine, abilmente nascosto all’interno di un vano ricavato nel muro di recinzione della proprietà.

Iniziata così la ricostruzione dell’intera rete di approvvigionamento e di vendita dei metalli preziosi, i militari sono riusciti a confermare, di fatto, la tesi investigativa dell’esercizio abusivo dell’attività di “compro oro”, svolta dall’imprenditore aretino; circostanza questa che ha permesso di supportare l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, che ha riguardato proprio il denaro contante trovato nel corso delle attività di polizia giudiziaria.

L’operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Arezzo rientra tra le attività del Corpo tese a contrastare i fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale e si svolge, in particolare, a tutela degli imprenditori che agiscono nel rispetto delle regole e che operano in comparti di rilievo per l’economia provinciale, come nel caso del settore orafo.

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