Gioco d'azzardo, in Valdarno "bruciati" oltre 100 milioni di euro l'anno

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Quasi 108 i milioni di euro giocati in Valdarno, in aumento di 1,1 milioni di euro. I numeri di un fenomeno, quello della ludopatia, in netta crescita e al centro di un convegno che si terrà mercoledì 27 marzo alle ore 15 a Terranuova Bracciolini

"Con l'azzardo non si gioca": L’evento organizzato dalla Federazione Pensionati FNP-CISL Territoriale di Arezzo, con il patrocinio della Conferenza Zonale dei Sindaci del Valdarno Aretino e dall'Associazione Anteas di Arezzo, costituisce una delle iniziative della FNP per portare a conoscenza ad una platea, sempre più vasta, i rischi e le azioni per contrastare il gioco d’azzardo.

L’incontro, infatti, con la partecipazione di autorevoli relatori si prefigge di dare informazioni preziose sulle trappole che cela il gioco d’azzardo, consigli su come intervenire per aiutare persone cadute nella dipendenza e uno sguardo sulla rete territoriale. Dopo i saluti del sindaco di Terranuova nonché presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno Aretino, Sergio Chienni, del Segretario generale FNP-CISL Regionale Mario Scotti e del Segretario UST Cisl di Arezzo, Silvia Russo, seguiranno gli interventi di Simona Neri, sindaco di Laterina Pergine Valdarno ed anche Responsabile ANCI Toscana  Ludopatie, Patrizia Castellucci, Direttore zona distretto Valdarno azienda USL Toscana Sud-Est, Donatella Bonechi, Responsabile Ser.D Valdarno azienda USL Toscana Sud-Est, Pierluigi Ermini, referente coordinamento Libera Valdarno e Associazione Nuovi Orizzonti. Coordina la giornalista Antonella di Tommaso.

I dati economici del gioco d’azzardo in Provincia di Arezzo, relativi al 2017 pubblicati dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato sono impietosi: la raccolta di denaro da gioco è arrivata a 481 milioni di euro, con una vincita pari a 3,7 milioni di euro e una spesa procapite  provinciale,  gioco d’azzardo,  di 1.110 euro. Nello stesso anno la spesa pro capite calcolata a livello provinciale Toscana, si conferma il record di Prato, in cui la spesa media per l'azzardo è stata di 2.948 euro pro capite. Seguono le province di Massa Carrara (1.492), Lucca (1.403), Pistoia (1.325), Livorno (1.255), Firenze (1.188), Arezzo (1.110). Le province più virtuose sono invece quelle di Grosseto (1.108), Pisa (1.006) e Siena (888). Montecatini Terme è il comune dove si gioca di più, la spesa dedicata ai differenti giochi è di 6.067 euro pro capite (quasi cinque volte di più della media regionale). A livello nazionale (sempre fonte AAMS), nel 2017 la raccolta di denaro da gioco è stata di circa 101,75 miliardi di euro (era stata 84,5 miliardi nel 2014); le vincite circa 82,8 miliardi; la spesa dei giocatori oltre 19 miliardi.

I dati relativi al gioco d'azzardo in Valdarno, nell’anno 2017,  sfiora quasi i 108 milioni di euro con un aumento di 1,1 milioni di euro rispetto al 2016.

Tra i comuni del Valdarno Aretino, infatti San Giovanni V.no e Montevarchi superano la media valdarnese, con una spesa procapite rispettivamente di 1945 e 1465 euro; segue il Comune di Terranuova Bracciolini con 1.104 euro.

Secondo i dati dello studio Ipsad (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) relativi al 2017-2018, i numeri del gioco d'azzardo patologico in Italia e in Toscana sono: il 42,8% della popolazione italiana di età compresa tra i 15 e i 64 anni (17 milioni di persone) ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi, quasi 15 punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione (2013-2014). In particolare: il 51,1% degli uomini e il 34,4% delle donne; le differenze di genere si assottigliano con l'aumentare dell'età. Il gioco maggiormente praticato nel 2017 è stato il Gratta&Vinci (74%), seguito da Super Enalotto (42,5%), Lotto (28,3%) e scommesse sportive (28%). I luoghi dove si gioca più frequentemente sono gli esercizi come bar/tabacchi. Oltre la metà (58%) di coloro che hanno giocato almeno una volta nella vita riferisce di poter raggiungere in meno di 5 minuti a piedi da casa un luogo di gioco. Il 15,2% dei giocatori ha un comportamento definibile "a rischio minimo", il 5,9% risulta "a rischio moderato" e il 2,4% dei giocatori è "a rischio severo" di gioco problematico (in tendenziale aumento nel tempo). I giocatori a rischio severo sono stimati in circa 400.000 persone. Sono oltre 12.500 gli utenti ludopatici in carico ai Ser.D (Serrvizi per le Dipendenze); circa 1.500 quelli toscani. Secondo lo studio Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), effettuato ogni anno sulla popolazione studentesca, nel 2017 il 44,2% degli studenti italiani ha giocato d'azzardo almeno una volta nella vita, il 36,9% almeno una volta nel corso dell'ultimo anno. Questi dati sono in decremento rispetto agli anni precedenti, a livello sia nazionale che toscano.

Per quanto riguarda la Toscana, i dati dell'Ars (Agenzia regionale di sanità) ci dicono che la prevalenza di giocatori patologici e problematici coinvolge dallo 0,5 al 7,6% della popolazione. Esistono segmenti di popolazione più vulnerabili, come nel caso degli adolescenti. Tra i giovani, la prevalenza di comportamenti problematici legati al gioco è più alta rispetto alla popolazione generale (5-6%). I maschi giocano in misura quasi doppia rispetto alle femmine. I giochi preferiti: Gratta&Vinci (66%), scommesse sportive (54%), biliardo e altri giochi di abilità (49%). I luoghi dove giocano: ricevitorie, sale da gioco, bar e circoli (90,1%); on line (17,7%); case private (45,4%).
Un problema grave, sottolinea il Segretario Generale della Federazione Pensionati  FNP-Cisl di Arezzo, Pasquale Ciabatti, in quanto problema di salute pubblica, ha un impatto sulla qualità della vita non solo del singolo individuo e della sua famiglia,  ma anche della comunità in cui è inserito e in troppi casi diventa difficile, senza aiuti, uscire dalla dipendenza. E’ importante, dunque, promuovere una serie di incontri con la cittadinanza, altresì importante avviare percorsi all’interno delle scuole, coinvolgendo rappresentanti degli Enti Locali, Specialisti del Dipartimento delle Dipendenze USL, che rappresentino quindi momenti di  sensibilizzazione e informazione, sul contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico, una piaga dei nostri tempi che risulta, visibilmente, in aumento.

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