Povertà, Martelli (Acli): "In Toscana la crisi non è finita, il reddito di cittadinanza va reso più efficiente"

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"La crisi in Toscana non è stata ancora superata": è questo il dato più evidente che emerge dal rapporto sulle povertà in Toscana, realizzato dall'Osservatorio sociale della Regione, secondo il presidente delle Acli Toscane Giacomo Martelli.

"La ripresa è troppo debole, con previsioni che puntualmente vengono smentite a fine anno", aggiunge Martelli. In Toscana le famiglie in povertà assoluta sono il 3,9% del totale: circa 63mila famiglie e 117mila persone, il doppio del 2008, concentrate nelle città, sulla costa e al nord e al sud della regione. Le più colpite sono le famiglie giovani, quelle numerose e quelle composte da stranieri.

"La novità più rilevante del 2019", prosegue il presidente delle Acli, "è stata senz'altro l'introduzione del reddito di cittadinanza, che ha modificato profondamente l'impostazione delle precedenti politiche di inclusione sociale. L'aspetto positivo di questa misura è che ha avvicinato i redditi disponibili per i poveri a quello necessario per uscire dalla soglia di povertà assoluta. Sicuramente il reddito di cittadinanza ha ridotto l'intensità della povertà. Il problema è che l'accesso alla misura è confuso e frammentato. Inoltre, si è depotenziato il ruolo di accompagnamento dell'infrastruttura sociale in favore di una semplice erogazione economica. Passa inoltre troppo tempo fra la sottoscrizione del patto con i cittadini e l'erogazione dei soldi. Ma soprattutto, come era stato ampiamente previsto, il reddito di cittadinanza non sta funzionando come misura di politica attiva del lavoro sia per la mancanza di offerta che per le difficoltà nell'incrocio tra domanda e offerta".

"È uno strumento con alcuni punti di debolezza", conclude Martelli, "ma adesso dobbiamo lavorare tutti per renderlo più efficiente e speriamo che non venga stravolto, perché non possiamo correre il rischio di ricominciare tutto daccapo".

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