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venerdì | 20-02-2026

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Sport

Bucchi avverte l’Arezzo: “A Gubbio partita durissima, servono umiltà e serenità. La pressione è un privilegio”. Oltre mille al seguito. Arriva Viviani

Alla vigilia di Gubbio-Arezzo, in programma domani, sabato 21 febbraio alle 14.30, gara valida per il 28° turno di Serie C Now, il tecnico amaranto Cristian Bucchi ha parlato in conferenza stampa, tracciando un’analisi a tutto campo tra presente, percorso costruito in un anno e le insidie di una trasferta che si preannuncia infuocata. Gli amaranto si presentano con assenze importanti dietro e al centro: in difesa out la coppia di centrali titolare Chiosa e Gilli, in mezzo, al forfait di Ionita, si aggiunge quello di Mawuli. Assenze che hanno messo subito in moto la società, con una mossa che conferma la serietà dell’obiettivo: in dirittura d’arrivo, come riferisce Sky Sport, l’ingaggio di Mattia Viviani, classe 2000, svincolato dal Benevento, con trascorsi importanti nel campionato cadetto nelle fila di Brescia, Chievo Verona, Cosenza e appunto Benevento.

Per la gara di Gubbio, a colpire è soprattutto il dato dei tifosi: bruciati tutti i ticket a disposizione, 1.175 sostenitori amaranto saranno sugli spalti del “Barbetti”, un numero che non si vedeva da decenni. Un segnale forte di un progetto che, come sottolinea lo stesso Bucchi, ha saputo ricompattare squadra, città e ambiente.

“Niente calcoli: domani è la partita più importante”

Il tema centrale è subito chiarito: nessuna fuga in avanti, nessun discorso su promozioni o traguardi finali.

«No, non può significare mezzo passo in Serie B – frena Bucchi – mancano troppe partite e ci sono ancora 33 punti in palio. Questo campionato ci sta confermando che il girone di ritorno è ancora più difficile di quello d’andata».

Il tecnico insiste sull’equilibrio del torneo:

«Non esiste una squadra dominante né una squadra materasso. Ogni partita nasconde insidie enormi, spesso decise da episodi negli ultimi minuti».

Gubbio avversario in salute

La gara di domani del Barbetti viene definita “molto importante”, non tanto per la classifica, quanto per il valore dell’avversario.

«Il Gubbio è una squadra in grande salute – spiega Bucchi – ha un mix perfetto tra giocatori esperti e giovani di qualità. Sa fare la partita fisica, quella sporca e anche quella tecnica. Non a caso nel 2026 ha perso solo una volta».

Parole di rispetto anche per la guida tecnica umbra, Domenico Di Carlo:

«Hanno un allenatore con esperienze importanti in Serie A, B e C, uno che ha vinto campionati. È una squadra che sa come metterti in difficoltà».

Diffidati e assenze: “Nessun condizionamento”

Sul tema delle diffide e delle scelte in vista del successivo impegno con Ravenna, Bucchi è netto:

«Non farò valutazioni in base alle diffide. Se un diffidato deve giocare, giocherà. La partita più importante è sempre quella che devi affrontare».

Chiaro anche il messaggio allo spogliatoio:

«Se vedo qualcuno che non mette una gamba perché pensa alla squalifica, sbaglia. Noi giochiamo sempre per vincere».

Difesa senza Chiosa e Gilli: “Non stravolgiamo nulla”

Per la prima volta mancheranno contemporaneamente Chiosa e Gilli, ma l’allenatore rassicura:

«Non cambierà nulla nella nostra idea. Dietro abbiamo difensori affidabili. Gigli e Coppolaro hanno sempre risposto presente. Le difficoltà sono anche uno stimolo per crescere».

Il percorso: da Rimini a oggi

Ampio spazio anche al bilancio dell’anno di gestione. Bucchi individua in Rimini la gara-svolta:

«Quella è stata la partita che ha dato validità alle idee. Da lì abbiamo costruito identità ed entusiasmo».

Tra le gare più significative cita Perugia in casa, Pescara in trasferta, Ravenna all’andata e le doppie sfide con la Vis Pesaro:

«Partite che hanno fatto capire il nostro livello e la nostra crescita».

“La pressione è un privilegio”

Sul piano mentale, Bucchi rivendica serenità totale:

«La pressione è un privilegio che ci siamo costruiti. Non ce l’ha chi è decimo o chi non gioca per vincere. Ce l’ha chi dà la sensazione di poter arrivare in fondo».

E sull’atmosfera che attende l’Arezzo a Gubbio:

«Se sei primo, giochi una partita così e hai 1.200 tifosi al seguito, che stimoli vuoi di più? Questo significa che qualcosa di buono l’abbiamo fatto e ce lo dobbiamo anche godere».

Nessun braccino corto, nessuna paura. Solo “serena sofferenza”, come la definisce Bucchi, e la volontà di restare fedeli al percorso costruito. A Gubbio l’Arezzo si gioca una tappa cruciale, non decisiva, ma carica di significato sportivo e simbolico per una squadra che oggi rappresenta un’intera città.